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Farinél | 15 febbraio 2026, 11:39

Farinél/ Giovanni, Alba vi vorrà sempre bene, vogliate sempre bene ad Alba

La città ieri si è fermata per l’ultimo saluto alla Signora Maria Franca che lascia un grande vuoto e che rappresentava il legame forte tra la comunità e la famiglia. Un legame che ora spetta al figlio tenere viva e tramandare alle prossime generazioni. Il mondo è grande, è vero, ma Alba sarà sempre casa per la famiglia Ferrero

Oggi è quel giorno. Quello che abbiamo sempre temuto. Ci siamo sempre ripetuti che Alba sarebbe stata tranquilla perché a vegliare sulla città c’erano Michele e Maria Franca Ferrero dalla loro dimora di Altavilla.

Ora sono tornati insieme in un piovoso giorno di San Valentino, il giorno degli innamorati, per uno strano, ma meravigliosamente struggente gioco del destino.

Ieri è stato il giorno del dolore, delle serrande abbassate, del mercato annullato. Maria Franca, rassicurante, guardava i passanti da tutte le vetrine per ricordare ancora una volta che le persone rimangono nel cuore di chi le ha conosciute.

La mia vita e quella di Maria Franca si sono incrociate decine di volte, non voglio essere retorico e nemmeno sprecare aggettivi, ma era una donna molto sensibile e attenta, soprattutto al dolore.

Ricordo il 10 ottobre 2025, l’ultima volta che la vidi, forse la sua ultima apparizione pubblica che coincideva con la mia prima apparizione pubblica dopo la caduta e l’infortunio al braccio destro. Nel Teatro Sociale si presentava la Fiera internazionale del tartufo bianco.

Maria Franca partecipò, ma era stanca e provata e uscì dopo pochi minuti, nonostante non fosse in forma vedendomi con il braccio appeso al collo mi disse, con un filo di voce “Si riguardi, non si stanchi”.

Un gesto di gentilezza semplice, ma non scontato, come ne faceva tanti, in silenzio, soprattutto nei confronti delle persone che soffrono, lei che aveva provato la sofferenza più grande che si possa provare, quella della perdita di un figlio.

Ieri Alba ha tributato il proprio saluto affettuoso a una grande donna che mai è stata dietro al marito o ai figli, ma sempre a fianco, guidandone le scelte e la visione portando un’eleganza e una sobrietà nei modi dell’azienda che è molto femminile e molto materna.

Mancherà a tanti Maria Franca Ferrero perché era parte di una comunità pronta a sostenersi, come sottolineato oggi da Aldo Cazzullo in un meraviglioso articolo uscito sul Corriere della Sera.

Non è scontato che una famiglia di imprenditori sia così amata e protetta, anzi, questo lo aveva capito Maria Franca che avrebbe potuto scegliere qualsiasi città del Mondo per andare a vivere, ma aveva deciso di tornare ad Alba, perché solo ad Alba poteva sentire il calore di una comunità.

Come scrisse il nostro Cesare Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti".

Quel “paese” per Maria Franca era Alba, la gente di Alba, un guscio protettivo dove sentirsi a casa.

Per questo mi rivolgo a Giovanni. Ieri, in piazza, una pensionata Ferrero gli ha stretto la mano e gli ha detto: «Giovanni, Alba vi vorrà sempre bene, non dimenticatevi mai di Alba».

Oggi che è quel giorno, il giorno che tutti speravamo mai arrivasse, voglio rilanciare questo invito a Giovanni a mai tagliare il cordone ombelicale che lega la Ferrero ad Alba, l’azienda potrà avere mille sedi nel mondo, ma la casa è una sola e per la famiglia Ferrero quella casa è la nostra città.

È il momento di rilanciare, di rimettere Alba al centro, nel segno di Michele e Maria Franca, magari facendo quello che tutti vorremmo: un grande museo della Nutella e della storia di una azienda unica. Ci pensi Signor Giovanni, potrebbe diventare uno dei musei più visitati del nostro paese, un brand heritage straordinario e una degna celebrazione della grandezza di due genitori come i suoi.

Ci pensi.

Marcello Pasquero

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