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Al Direttore | 06 maggio 2024, 16:17

Il Giro in Granda riporta alla memoria la grandiosa impresa di Pantani alla Bra-Borgo S. Dalmazzo del 29 maggio 1999

L’ex sindaco Marco Borgogno ricorda "un episodio di ciclismo epico finito nel dimenticatoio"

Nella foto la statua dedicata a Pantani e alla sua impresa ai 2400 metri di quota del colle Fauniera, in uno dei luoghi delle nostre montagne più amato dai ciclisti, nel territorio di Castelmagno

Nella foto la statua dedicata a Pantani e alla sua impresa ai 2400 metri di quota del colle Fauniera, in uno dei luoghi delle nostre montagne più amato dai ciclisti, nel territorio di Castelmagno

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. 

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Il “Giro” è nuovamente dalle nostre parti, ma è ancora vivo in alcuni di noi, meno giovani, il ricordo di quel 29 maggio 1999, quando Marco Pantani indossò a Borgo San Dalmazzo la sua ultima maglia rosa. Tutto, per lui, sarebbe finito, per una squalifica per “doping” - rimasta discutibile - alcuni giorni dopo a Madonna di Campiglio; fu, quell’avvenimento, l’inizio della triste fine ciclistica e umana del “Pirata”.

A Borgo, all’arrivo sul rettilineo di via Cuneo, giunse per primo Savoldelli dopo una discesa, a dir poco, spericolata; prima verso Demonte, poi da Madonna del Colletto a Valdieri.  

Pantani si qualificò secondo, con una volata a tre, riconquistando sulle nostre salite la maglia rosa persa nella nona tappa. Il giorno dopo fece un exploit strepitoso giungendo primo sul percorso che da Racconigi giungeva al Santuario di Oropa; celebrato in questi giorni sul medesimo tratto di arrivo.  

Un episodio di ciclismo epico finito nel dimenticatoio: la 14ª tappa di quell’anno Bra/Borgo San Dalmazzo, pur essendo basilare sull’andamento dell’intero Giro, non ebbe il risalto che meritava perché in quella giornata l’aereo che avrebbe dovuto fare da ponte all’elicottero per le trasmissioni televisive ebbe dei problemi (dissero che vi era la nebbia!) e la telecronaca fu limitata alle parti di percorso meno impegnative. 

Per questo non vi sono immagini nitide di quella giornata fantastica. Il Fauniera, un valico il cui toponimo allora era ben poco noto ai valligiani (per tutti era il Colle del Mulo), divenne comunque famoso; sono molti i cicloamatori che si recano in “pellegrinaggio” al monumento, in grandezza naturale, del grande campione. 

Adriano De Zan, telecronista storico della Rai, si spese in favore della nostra città e del suo prodotto, allora emergente: la lumaca. Fu un momento di grande fervore della nostra comunità, che vide tutti entusiasti e coinvolti in un evento rimasto nella nostra storia.

Marco Borgogno, ex sindaco Borgo San Dalmazzo

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