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Agricoltura | 08 aprile 2024, 15:59

Predazioni da lupo, Adialpi: "I pastori sono i soli a pagarne le spese"

Riceviamo e pubblichiamo da Giovanni Dalmasso, presidente Associazione Difesa Alpeggi Piemonte

Predazioni da lupo, Adialpi: "I pastori sono i soli a pagarne le spese"


Siamo ormai giunti alla primavera e centinaia di famiglie piemontesi con i loro greggi di pecore e mandrie di bovini stanno uscendo dalle stalle e tornano a pascolare i prati di pianura fino a quando, nel mese di giugno all’incirca, inizieranno a salire in alpeggio nei pascoli di alta quota.

Come ogni anno la paura principale riguarda la presenza del lupo ormai sempre più diffuso non solo in montagna ma sempre più si sta avvicinando alle cascine in pianura con numerosi avvistamenti e attacchi in ormai tutto il territorio piemontese. 

Su circa 3300 lupi censiti in tutta Italia oltre 1000 risiederebbero in Piemonte, numeri secondo noi addirittura sottostimati.

Le problematiche sono molteplici: la difficoltà a gestire le mandrie, gli elevati costi per la difesa (strumenti che si rivelano in molti casi inefficaci), i danni diretti e indiretti delle predazioni (aborti, feriti, stress, mancata produttività...), i ritardi sugli indennizzi, che in ogni caso non sono sufficienti a coprire le perdite in seguito a una predazione, e tutte le difficoltà collaterali che si sono inevitabilmente create in seguito alla diffusione del predatore (gestione cani da guardiania, aree di alpeggi non pascolate perché troppo distanti dal recinto, ..).

L’ADIALPI da anni denuncia questa situazione e l’Associazione è stata spesso ricevuta da politici e istituzioni esponendo le problematiche e ottenendo anche dei pareri rassicuranti verso una risoluzione a questo fenomeno che sta rischiando di mettere a rischio un mestiere tanto antico quanto fondamentale per la tutela dell’ambiente, la salvaguardia della biodiversità delle specie allevate (perlopiù autoctone e in via di estinzione) e delle erbe che proprio grazie alla pastorizia vengono conservate: il pascolo limita la diffusione di specie infestanti, mantiene pulito il paesaggio ed ha un importante risultato economico e turistico con la produzione di latte, formaggi e carni di alta qualità. 

Nonostante le parole confortanti e di pieno appoggio alle nostre proposte - continua Giovanni Dalmasso - la situazione ad oggi sembra non essere cambiata per nulla, il lupo continua ad essere super protetto, i nostri animali ogni giorno sempre più a rischio di attacchi e il nostro futuro sempre più in dubbio.

Servono provvedimenti rapidi e mirati a limitare le eccessive tutele per il lupo, ormai da anni non più in pericolo di estinzione ma anzi con una popolazione sin troppo numerosa, procedendo con il contenimento della specie come già stanno facendo altri Paesi europei, tra cui la vicina Francia, e garantendo agli allevatori il diritto di difendere i propri animali in caso di attacco.

Attendiamo dalle Istituzioni dei tavoli di lavoro in cui discutere della problematica e cercare delle soluzioni prima che abbia inizio la stagione dell’alpeggio affinché i margari e i pastori non vengano lasciati da soli a combattere contro un problema che riguarda tutti quanti ma che attualmente a pagarne i danni siamo solo noi allevatori

Giovanni Dalmasso
presidente Associazione Difesa Alpeggi Piemonte_ ADIALPI

lettera firmata

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