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Copertina | 19 maggio 2024, 00:00

Federica Barbero: costruire il futuro del Piemonte e dell’Europa attraverso l’ascolto e l’inclusività

Doppia candidatura in provincia di Cuneo per Fratelli d’Italia: alle elezioni della Regione Piemonte e alle Europee nella circoscrizione Nord-ovest (Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria)

Federica Barbero: costruire il futuro del Piemonte e dell’Europa attraverso l’ascolto e l’inclusività

Federica Barbero, architetto con studio a Moretta, in provincia di Cuneo, è la responsabile regionale, per Fratelli d’Italia, del Dipartimento per la valorizzazione del territorio.

È candidata nelle liste di Fratelli d’Italia, sia per le elezioni della Regione Piemonte che per le europee nella circoscrizione nord-ovest (Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria).

 

Si è messa a disposizione del partito Fratelli d’Italia nella lista sia delle elezioni regionali che europee, come mai questa scelta?

"Ritengo che la proposta ricevuta da Fratelli d’Italia di candidarmi per due posizioni in apparenza eterogenee rappresenti un riconoscimento per il lavoro che da tempo sto svolgendo sul territorio, con impegno e dedizione. Parlavo di apparente eterogeneità, perché le politiche dell’Unione europea sono fortemente orientate verso i distretti (ambiti) regionali (pensiamo, ad esempio, alle politiche di coesione) e le Regioni, a loro volta, oltre ad avere una presenza istituzionale, in seno all’Unione (il Comitato delle Regioni, appunto) sono fortemente dipendenti dalle decisioni assunte in Europa. In quest’ottica, se dovessi risultare eletta in entrambe le posizioni, nell’affidarmi senz’altro alle indicazioni del partito circa la scelta da compiere, avrei comunque la consapevolezza di poter continuare a lavorare per il mio territorio e la mia gente, dall’uno o dall’altro livello".

Quali sono i principali obiettivi della sua campagna elettorale?

"Più che di una pluralità di obiettivi, direi che la mia campagna elettorale sia orientata a un’unica, ma fondamentale, finalità: l’ascolto. Intendo continuare a garantire, come faccio da tempo, la mia presenza sul territorio, in particolare dedicandomi alla conoscenza di quelle risorse che sono meno note e, allo stesso tempo, non trascurando i contesti che mi sono più familiari. In tal modo, mi propongo di raccogliere informazioni, di comprendere le esigenze e i problemi delle persone, di capire ciò che funziona e ciò che, invece, va migliorato, allo scopo di essere preparata, dati alla mano, quando mi troverò, come auspico, a dover assumere decisioni importanti che incidono sui cittadini".

Quale ritiene essere il suo impegno e la responsabilità nei confronti dell’elettorato?

"Anzitutto ritengo di dovere del rispetto nei confronti di chi vorrà sostenermi attraverso il voto, per cui il primo impegno sarà agire coerentemente con le mie convinzioni politiche. In secondo luogo, intendo praticare la trasparenza, nelle parole e nei fatti, nonché la rettitudine, valore ormai desueto, che invece deve essere un principio-cardine nella vita di qualsiasi esponente politico".

 

Quali sono secondo lei le priorità per il Piemonte in termini di sviluppo economico e occupazione?

"Uno dei temi principali con un forte impatto sullo sviluppo economico delle imprese piemontesi è sicuramente quello che riguarda l’ambito delle infrastrutture, soprattutto in relazione alla viabilità che andrà affrontato lavorando per portare soluzioni concrete. Ma non solo, la nostra Regione, così come il resto d’Italia, ha la necessità di poter contare su un nuovo approccio che punti alla diminuzione degli iter burocratici e alla semplificazione delle procedure amministrative che molto spesso diventano elemento di disincentivazione. Le aziende si trovano infatti, dinanzi alla proposta di progetti di sviluppo e innovazione, a dover affrontare lunghi e tortuosi percorsi burocratici che pesano sulle tempistiche di realizzazione e sui costi. Una tematica, questa, che riguarda tutte le realtà imprenditoriali, da quelle più piccole fino alle aziende di grandi dimensioni. E questi aspetti hanno un impatto anche sulla capacità occupazionale delle singole aziende. Lavorare per supportare le imprese piemontesi perché possano effettuare un percorso di crescente competitività e, in tal modo, affrontare il mercato nazionale così come quello globale al meglio delle loro possibilità è la chiave che ci consentirà sviluppo economico e occupazionale".

Cosa intende promuovere per migliorare la qualità della vita in Piemonte e in provincia di Cuneo anche nei confronti delle persone con disabilità?

"Abbiamo un compito importante che ci attende: identificare le priorità del nostro territorio secondo un preciso criterio, cioè riportando le persone e i loro bisogni al centro del dibattito politico e civile. Per formazione culturale ed esperienza personale sono da sempre attenta alle necessità delle persone: l’ascolto del singolo individuo, così come l’attenzione alle famiglie, sono argomento prioritario che deve essere calato nella concretezza di ogni giorno. Da sempre rifuggo quel modo di leggere e interpretare la quotidianità che compatta ogni singolo individuo e la sua unicità in un’unica grande massa senza volto ed identità, perdendo di vista le necessità dei singoli, non mettendo a fuoco le reali necessità o, ancora peggio, non ascoltandone le richieste. Penso, in particolare, a tutte quelle situazioni in cui ci si trovi a gestire un familiare, anziano oppure malato, senza adeguati strumenti di sostegno, sia economico o logistico ma anche di assistenza psicologica. Lavorerò perché questa diventi una priorità nell’agenda politica del nuovo governo piemontese, attraverso la creazione di un sistema che consenta alle persone di esprimere i propri bisogni e soprattutto di ricevere risposte, riscontri, supporto. Certo, non è argomento facile e, tanto meno, di immediata realizzazione, ma credo che, attingendo alla responsabilità delle istituzioni, si potrà aspirare ad un reale miglioramento della qualità della vita nei nostri territori. In ogni caso, è doveroso riconoscere il merito e ringraziare tutte quelle persone, e sono davvero tante, che si impegnano nell’assistenza sanitaria e nel sociale, persone che spesso operano oltre gli orari stabiliti, persone che con passione si dedicano ai bisogni altrui, compiendo un lavoro cui va prestata la massima attenzione".

Come valuta l'attuale situazione sanitaria in Piemonte e quali miglioramenti propone?

"Le proposte oggi messe in campo dal presidente Cirio rispondono, a mio avviso, alle esigenze concrete che auspichiamo: abbiamo infatti bisogno di ridurre le liste d’attesa ma anche di incrementare il numero del personale specializzato, necessitiamo di rafforzare i servizi della medicina d’urgenza così come il potenziamento sul territorio di tutta l’assistenza sanitaria, nelle zone più disagiate e isolate".

E riguardo le infrastrutture, collegamenti stradali e ferroviari, in Provincia di Cuneo?

"Credo che ci attenda davvero tanto lavoro in questo ambito. Chi abita in questo territorio conosce bene quali sono le non poche problematiche alle quali è necessario dare una risposta in tempi brevi. Per la nostra provincia è infatti fondamentale portare a termine tutti quei progetti che attengono all’ambito della viabilità, un elemento da cui dipende anche la crescita economica delle nostre imprese e quindi della nostra economia. E facendo un esempio concreto non si può non pensare al completamento  della Asti-Cuneo che è ormai opera dirimente. Così come lo sono i collegamenti verso la vicina Francia e la Liguria, il Tunnel del Tenda, il Mercantur – progetto che dovrebbe essere ripreso - il Tunnel dell’Armo-Cantanara, e la variante di Demonte, per citare solo alcuni esempi. Credo inoltre che sia importante avviare un progetto strutturato finalizzato alla riqualificazione dei tantissimi piccoli borghi che sono caratteristica peculiare del nostro territorio e di cui rappresentano il cuore. Luoghi sui quali è necessario avviare progetti di rivalutazione che consentano una nuova ripartenza anche delle tante attività commerciali che intorno ad essi gravitano".

Qual è la sua visione sul futuro dell'Unione Europea, in particolare riguardo l'integrazione dei suoi abitanti e all’espansione ad altre Nazioni?

"L’Unione europea è giunta ad un bivio: perseverare nella logica di inseguire ideologie autolesioniste, incuranti del benessere effettivo dei cittadini e delle specificità degli Stati; oppure riconsiderare le proprie politiche, ponendosi obiettivi realistici e, soprattutto, non soffocando le diversità dei vari Paesi anche nei settori in cui non sia necessaria una convergenza. Proprio nella direzione del cambiamento, deve essere considerato con favore il processo di allargamento, in particolare agli Stati balcanici e all’Ucraina, perché tempi di attesa infiniti creano, negli aspiranti nuovi membri, la tentazione di rivolgere altrove i propri interessi, economici e politici. Sappiamo invece quanto sia importante, per il continente europeo – e per l’Italia in particolare – poter contare sulla lealtà e sul sostegno di Nazioni quali quelle immediatamente oltre il Mar Adriatico".

Il mondo agricolo, visti gli ultimi eventi che hanno interessato anche i nostri agricoltori che sono andati recentemente anche a protestare a Bruxelles, richiede certamente attenzione. Quali sono, secondo lei, le priorità in questo comparto?

"Il futuro, in questo comparto, rappresenterà uno snodo fondamentale sia per quanto riguarda le prossima legislatura europea sia per quella regionale. Il Parlamento Europeo giocherà un ruolo cruciale nella costruzione di un percorso – realizzabile grazie anche ad una maggioranza di orientamento più conservatore – che abbia come obiettivo primario l’attuazione di politiche più focalizzate verso le imprese agricole: un impegno che deve avere come riferimento principale la PAC, con il preciso intento di mantenere quella centralità del comparto agricolo e di garantirne uno sviluppo equo e stabile. Ritengo comunque importante sottolineare come, su questi temi e in questi mesi, il Governo italiano abbia svolto un eccellente lavoro, opponendosi per primo all’attuale formulazione del ‘Green Deal’ e sollecitando il divieto di commercio e produzione di carne ottenuta in laboratorio, riuscendo a delineare un percorso seguito anche da altri Stati membri. Anche in termini di agevolazioni, il lavoro svolto è stato importante, come ad esempio sul gasolio agricolo e detonatore delle proteste in Francia e Germania, dove gli attuali governi hanno tagliato miliardi di euro al bilancio agricolo.
Come accennavo in precedenza, anche a livello di legislatura regionale sarà fondamentale una ponderata opera di progettualità, per sviluppare politiche e legislazioni più vicine all’economia agricola e agroalimentare del territorio piemontese".

 


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