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Agricoltura | 19 maggio 2023, 15:18

Coldiretti Cuneo lancia l'SOS Miele: produzione primaverile quasi azzerata

Le gelate di fine marzo e inizio aprile, arrivate dopo settimane di temperature superiori alla media, hanno compromesso in vaste aree della Provincia la fioritura di ciliegio, mentre la persistente siccità, interrotta soltanto dalle precipitazioni di fine aprile e da quelle di questi giorni, ha inciso pesantemente sulla fioritura di tarassaco.

La produzione di miele primaverile è andata male...

La produzione di miele primaverile è andata male...

Il cambiamento climatico che moltiplica gli eventi estremi, fra prolungata siccità e nubifragi, ha inciso pesantemente sulle produzioni primaverili di miele in Provincia di Cuneo con drastici cali fino a produzioni sinora quasi azzerate. È quanto rimarca Coldiretti Cuneo alla vigilia della Giornata mondiale delle Api che si celebra domani, 20 maggio.

Da un lato – spiegano i tecnici di Coldiretti Cuneo – le gelate di fine marzo e inizio aprile, arrivate dopo settimane di temperature superiori alla media, hanno compromesso in vaste aree della Provincia la fioritura di ciliegio, dall’altro lato, la persistente siccità interrotta soltanto dalle precipitazioni di fine aprile ha inciso pesantemente sulla fioritura di tarassaco. Nei casi più fortunati, ma purtroppo rari – rende noto la Coldiretti – si è raggiunta una produzione di miele di 4-5 Kg per alveare. Come se non bastasse, nel clou della fioritura dell’acacia, le piogge battenti di maggio – prosegue Coldiretti Cuneo – hanno compromesso i fiori, rendendo difficilmente recuperabile la produzione di miele d’acacia nella Granda.

Insomma, una situazione purtroppo simile a quella che il comparto ha vissuto nel 2021. Un comparto che nella Granda, secondo le elaborazioni di Coldiretti Cuneo sui dati dell’ASL CN1 e CN2 e dell’Anagrafe apistica nazionale, conta 1.700 apicoltori attivi, di cui poco meno della metà professionisti, che curano quasi 8.000 apiari.

Il cambiamento climatico in atto compromette la vita nelle arnie e le difficoltà delle api sono un pericolo grave per il nostro patrimonio di biodiversità, considerato che questi insetti contribuiscono all’impollinazione. Secondo un’analisi della Coldiretti, ben tre colture alimentari su quattro dipendono per resa e qualità dall’impollinazione delle api, tra cui le mele, le pere, le fragole, le ciliegie.

“Per tutelare gli insetti impollinatori, sentinelle dell’ambiente, e la biodiversità, prosegue il nostro impegno con il progetto ImpolliniAMO, che abbiamo avviato l’anno scorso nell’ambito di Educazione alla Campagna Amica con il coinvolgimento attivo di oltre venti fattorie didattiche cuneesi, ciascuna delle quali ha creato una piccola oasi fiorita, seminando piante mellifere in grado di attirare le api e installando delle casette per gli insetti impollinatori, e partecipa ad attività formative finalizzate ad offrire ai ragazzi e ai visitatori l’opportunità di meglio comprendere l’importanza di preservare l’ecosistema naturale” dichiara il Presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada.

“Le difficoltà del comparto apistico rischiano di incrementare l’arrivo massiccio di miele dall’estero che, spesso, di miele ha ben poco. A far concorrenza al miele cuneese e piemontese sono la Cina e l’Est Europa da cui proviene una gran quantità di miele a basso costo che non rispetta i nostri standard qualitativi. Per questo – conclude il Direttore di Coldiretti Cuneo, Fabiano Porcu – ricordiamo ai consumatori di leggere con attenzione l’etichetta, poiché l’indicazione d’origine è obbligatoria per il miele, e di privilegiare gli acquisti presso i punti di vendita diretta in azienda o nei mercati Campagna Amica”.

Redazione

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