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Attualità | 18 giugno 2020, 15:35

Asti-Cuneo, Malan torna alla carica: "La delibera Cipe non riaprirà i cantieri, quei 9 km li faccia l’Anas"

Alla vigilia del confronto con la concessionaria il senatore di Forza Italia gela la Regione guidata dal compagno di partito Cirio. "Manca ancora il vaglio di Ministero, Autorità dei Traporti, Nars, Corte dei Conti e Ue. L’Anas ha completato la Salerno-Reggio: in confronto questa è una cosetta"

Conte e l'allora ministro Toninelli, durante il sopralluogo del marzo 2019 sul troncone di Cherasco

Conte e l'allora ministro Toninelli, durante il sopralluogo del marzo 2019 sul troncone di Cherasco

“La ripartenza dei cantieri dell’Asti-Cuneo è ancora ben lontana. Contrariamente a quanto ancora una volta si tenta di far credere, la delibera del Cipe in ogni caso non apre i cantieri. Sono necessari vari altri passaggi".

Inizia così la nota con la quale, pochi giorni dopo l’esposto presentato alla Corte dei Conti, il senatore di Luserna San Giovanni Lucio Malan, vicepresidente vicario del Gruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, gela la Regione alla vigilia dell’incontro che la Giunta Cirio ha programmato con i vertici della società Asti-Cuneo Spa.

"Noi piemontesi – spiega – ricordiamo bene che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il 18 marzo 2019, a Cherasco, città abituata a entrare nella storia, dichiarò solennemente che entro l’estate i cantieri sarebbero ripartiti. Il 1° agosto il ministro Danilo Toninelli tentava di battere sul tempo il premier affermando che si sarebbe ripreso addirittura entro un mese. ‘L’avevamo promesso, l’abbiamo fatto’, disse. Il 22 ottobre, il mese era finito e l’estate pure e a Torino, davanti al presidente Alberto Cirio e al sindaco di Alba Carlo Bo che gli chiedevano giustamente conto della promessa, Conte dava la colpa all’Unione Europea. E nulla si è mosso".  

"Tornando a oggi – prosegue Malan –, la delibera Cipe, deve ancora andare al Ministero delle Infrastrutture, all’Autorità dei Traporti, al Nars e poi all’esame preventivo della Corte dei Conti (non a causa del mio esposto, ma per normale procedura). Non si tratta solo di mettere un banale timbro, perché la delibera non ha tenuto conto di molte delle obiezioni sollevate da ciascuno di questi organi. E nel frattempo, mi risulta che la decisione ci sia neppure il via libera del ministero delle Politiche Europee, perché non basta non mandare le carte alla Commissione Europea come ha deciso il Mit, bisognerebbe anche rispettarne le norme.
A questo punto, è chiaro che il mio esposto non ha nulla a che fare con la mancata ripresa dei lavori. Anzi, può far guadagnare tempo alla Corte dei Conti che potrà mettersi avanti nel leggere le carte".


"La vera soluzione rapida c’è –
conclude il senatore berlusconiano –. Fare le gare, come si decise di non fare già nel 1990, con la conseguenza di perdere i primi 18 anni. Quei 9 chilometri ora li realizzi l’Anas mettendo i lavori a gara con un appalto semplicissimo, su cui non c’è bisogno di tutte queste trafile. L’Anas ha completato la Salerno-Reggio Calabria; in confronto questo è una cosetta".

Redazione

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