Tra qualche giorno sapremo se le voci che si rincorrono da settimane troveranno o meno conferma.
L’ex generale Roberto Vannacci, ora eurodeputato della Lega, sarebbe in procinto di lasciare il partito di Matteo Salvini per dare vita a “Futuro Nazionale”, un movimento di estrema destra sul modello dell’ Afd (Alternative fur Deutschland) tedesco.
Reso celebre da “Il mondo al contrario”, il militare, galvanizzato dal successo del libro, dopo le sue esternazioni, era stato censurato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, ma aveva trovato sponda nella Lega di Salvini che lo aveva candidato alle elezioni europee del 2024.
Ora Salvini gli manda l’aut aut: “Chi esce dalla Lega – gli ha detto domenica scorsa dal palco di Rivisondoli in Abruzzo dov’era in corso una manifestazione – va incontro all’oblio perché fuori dal partito non può avere futuro”.
Fino a qualche mese fa, il feeling tra i due sembrava intenso, ma il generale si stava allargando troppo e dal Doge veneto Luca Zaia è arrivata a Salvini, imperiosa, la richiesta della sua espulsione.
Vannacci sembra comunque intenzionato a tirare dritto per la sua strada e ha depositato il simbolo del suo nuovo partito. Tra qualche giorno si capirà se, come e in quali termini si consumerà la scissione.
Un’uscita, quella dell’ex generale, che creerebbe problemi sia alla Lega che a Fratelli d’Italia perché si aprirebbe un imprevisto fronte a destra, dove le due forze politiche si spartivano il consenso.
Vannacci, alle elezioni europee del giugno 2024, candidato come indipendente nella lista della Lega (per quanto in ultima posizione) nella circoscrizione Nordovest, aveva ottenuto una valanga di preferenze che gli avevano aperto le porte al Parlamento di Strasburgo.
Un successo personale confermato anche in provincia di Cuneo con 6709 preferenze, quasi il doppio di quelle ottenute dalla collega di partito Gianna Gancia, europarlamentare uscente, già presidente della Provincia.
Davanti a lui, sempre considerando i consensi nella Granda, solo Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) con 19879 preferenze e Cecilia Strada (Partito Democratico) con 7865.
Vannacci aveva nettamente distanziato nel Cuneese leader di partito come Antonio Tajani (Forza Italia, 4333 voti), Emma Bonino (Stati Uniti d’Europa, 2022), Matteo Renzi (leader di Italia Viva, 2013) e Carlo Calenda (Azione, 754).














