Un questionario per stilare una lista dei docenti che “fanno propaganda di sinistra”. E' l'ultima discussa iniziativa lanciata da Azione Studentesca, associazione legata a Gioventù Nazionale, emanazione di Fratelli d'Italia, iniziativa che nelle ultime ore ha acceso il dibattito politico.
Molte le città italiane dove i volantini sono comparsi sollevando da più parti reazioni di condanna per il loro richiamo a metodi di censura quali quelli delle liste di proscrizione.
Contrariamente a quanto riportato da media nazionali, i discussi volantini non si sarebbero invece visti nella nostra provincia, dove è semmai fresca la memoria di un’altra recente iniziativa del movimento, gli striscioni "La scuola è nostra" comparsi di fronte a diversi istituti secondari albesi.

A precisarlo sono gli stessi referenti del movimento politico giovanile, interpellati dal nostro giornale. “A Cuneo e Alba non abbiamo distribuito alcun volantino, non li abbiamo nemmeno”, dice Andrea Amato, dallo scorso novembre presidente di Azione Studentesca provinciale per il Cuneese, che poi tiene a precisare le intenzioni della campagna nazionale intrapresa dal movimento: “Il questionario è volto a rilevare le problematiche che gli alunni riscontrano nei loro istituti e se vi sono docenti che fanno propaganda di sinistra. Sarebbero stati distribuiti non all'interno ma all'esterno, all'ingresso degli istituti, all'inizio o a fine giornata scolastica”.

[Andrea Amato, presidente provinciale di Azione Studentesca]
LA CONDANNA DEI PRESIDI
Il caso è emerso proprio nel Giorno della Memoria, attirandosi dure condanne dai partiti all'opposizione, ma anche dall'Associazione Nazionale Presidi.
Antonello Giannelli, presidente ANP, dichiara: “Si tratta di un’iniziativa inaccettabile, lesiva dei principi fondamentali della democrazia e della libertà di pensiero sanciti dalla nostra Costituzione nonché delle più basilari logiche comportamentali che dovrebbero caratterizzare qualsiasi Paese moderno”.
Continua Giannelli: “Una simile condotta è anche irresponsabile, in quanto può creare nella comunità scolastica un clima di tensione, sospetto e delegittimazione capace di minare la fiducia e il rispetto che devono essere alla base di ogni contesto educativo. La scuola è – e deve rimanere – uno spazio di confronto libero, pluralista e aperto in cui la diversità delle idee rappresenta una risorsa fondamentale e non una minaccia da controllare o censurare”.
Conclude il presidente dell’ANP: “Iniziative di questo tipo sono reminiscenze inquietanti di uno dei periodi più bui della nostra storia contemporanea. Sono pratiche che appartengono a stagioni del passato che non possono né devono trovare spazio alcuno nell’Italia di oggi. La libertà di insegnamento, nel quadro dei valori costituzionali, rappresenta un pilastro irrinunciabile del sistema educativo nonché una garanzia essenziale per gli studenti, le famiglie e l’intera società. Ogni tentativo di metterla in discussione deve essere respinto con decisione, responsabilità e senso delle istituzioni”.
Posizione condivisa dal segretario provinciale dell'associazione presidi della provincia di Cuneo, Ivan Re.
MARRO (AVS): "CAMPAGNA DI INTIMIDAZIONE"
Da Alleanza Verdi Sinistra al Partito Democratico l'iniziativa è stata definita un metodo di delazione e intimidazione.
“Si assiste – scrive in una nota il partito della consigliera regionale cuneese Giulia Marro - a una vera e propria campagna di delegittimazione e di intimidazione nei confronti di insegnanti accusati di avere idee politiche 'sgradite'. Liste, segnalazioni, striscioni davanti alle scuole: pratiche che evocano logiche pericolose e che nulla hanno a che fare con il confronto democratico.
La destra mostra tutta la sua contraddizione: da un lato chiede che la politica resti fuori dalle scuole, dall’altro porta la propria propaganda davanti agli istituti e promuove una caccia ideologica contro il personale docente. Non è neutralità, è controllo. Non è difesa della scuola, è un attacco alla sua autonomia.
La scuola pubblica non è e non deve diventare un luogo di omologazione o di paura. È lo spazio in cui il confronto tra idee diverse è un valore educativo, non una colpa. Tentare di riscrivere o manipolare la storia in base a chi la racconta significa svuotare la funzione stessa dell’istruzione e minare uno dei pilastri della democrazia.
Alleanza Verdi Sinistra – conclude - esprime piena solidarietà alle insegnanti e agli insegnanti coinvolti e a tutto il mondo della scuola che ogni giorno lavora per formare cittadine e cittadini liberi, consapevoli e critici”.
GRIBAUDO (PD): "LISTE DI PROSCRIZIONE EVOCANO TEMPI BUI"
Dello stesso avviso la vicepresidente del Partito Democratico Chiara Gribaudo, anche lei cuneese, che ha commentato: “Le liste di proscrizione di Azione Studentesca sono gravi e preoccupanti. Una schedatura del corpo docenti per le proprie idee personali ricorda, proprio nel Giorno della Memoria, i tempi bui del nostro Paese”.
LA PREOCCUPAZIONE DELLA CGIL
Preoccupazione anche dalla FLC Cgil Cuneo che in una nota esprime solidarietà ai docenti e rivolge un appello ai sindaci di Alba e Cuneo.
“E' superfluo rimarcare la gravità del fatto che denuncia la matrice fascista e liberticida dell'organizzazione che la promuove e che riporta indietro le lancette della Storia a un tempo tragico e nefasto.
L'art. 33 della Costituzione si apre affermando che l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La censura, la delazione, l'intimidazione appartengono a una cultura che non si è mai riconosciuta nella Costituzione repubblicana perché respinge il valore dell'autonomia di pensiero, della capacità di leggere criticamente fatti e informazioni, del valore salvifico del dissenso.
Chiediamo a voi dirigenti delle istituzioni scolastiche di Alba e Cuneo, e a Voi Sindaci dei due Comuni, entrambi insigniti con la Medaglia d'oro al valor militare per la lotta resistenziale, di stigmatizzare quanto sta accadendo e di condividere il presidio democratico che vogliamo proporre a sostegno della scuola della pubblica, della libertà di istruzione, della libertà di pensiero e in solidarietà agli insegnanti, chiamati al difficile compito di formare bambine e bambini, ragazze e ragazzi che rappresentano il presente e il futuro delle nostre comunità”.














