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Politica | 28 gennaio 2026, 13:01

Alba lancia i "segnalatori ambientali": nuova figura di volontariato contro l’abbandono dei rifiuti

A breve il bando per individuare cittadini disponibili a mappare e notificare ai pubblici ufficiali errati conferimenti e divulgare i corretti comportamenti

Volontari per la raccolta di rifiuti in forze a Vinum 2025

Volontari per la raccolta di rifiuti in forze a Vinum 2025

Presto ad Alba potrebbe affiancarsi alla Polizia municipale una nuova figura di supporto civico: il segnalatore ambientale, un cittadino volontario formato per osservare, mappare e segnalare comportamenti scorretti nella gestione dei rifiuti, dall’abbandono illecito ai conferimenti errati, e al tempo stesso impiegato nel presidiare il territorio per diffondere buone pratiche ambientali, in un’ottica di divulgazione e deterrenza.

La proposta è stata illustrata ieri, martedì 27 gennaio, in Seconda Commissione consiliare, nel corso della seduta dedicata alla presentazione del regolamento che disciplina l’istituzione di questi operatori volontari. A illustrarne i contenuti è stato il comandante della Polizia municipale, Antonio Di Ciancia, insieme all’assessore all’Ambiente e alle Attività produttive Roberto Cavallo.


[L'assessore Roberto Cavallo con un gruppo di eco-volontari, attivatisi come supporto al servizio di raccolta durante le grandi manifestazioni cittadine]

L’istituzione dei segnalatori ambientali trova fondamento nella revisione del regolamento di igiene urbana, che già prevedeva la possibilità di affiancare al controllo sanzionatorio un’azione di prevenzione e sensibilizzazione. “Si tratta di una figura pensata per aiutare il Corpo di Polizia municipale sul fronte del monitoraggio del territorio – ha spiegato Cavallo –, ma anche per svolgere un ruolo educativo, intercettando comportamenti sbagliati come l’abbandono di rifiuti, i sacchi non conformi, le deiezioni canine non raccolte o i mozziconi gettati a terra”.

Dal punto di vista giuridico, il comandante chiarisce che non si tratta di ispettori né di pubblici ufficiali, ma di incaricati di pubblico servizio con funzioni ausiliarie. Proprio per evitare ambiguità, la definizione scelta è quella di segnalatori ambientali. Dopo una selezione pubblica, i candidati dovranno frequentare un corso di formazione organizzato dalla Polizia municipale e superare un esame finale. Solo allora potranno operare, secondo regole di ingaggio precise e sotto il coordinamento del Comando.

Il loro compito sarà quello di osservare e documentare le situazioni di criticità su suolo pubblico, redigendo segnalazioni dettagliate che verranno poi valutate dagli agenti. Solo questi ultimi, in quanto pubblici ufficiali, potranno eventualmente trasformare le segnalazioni in verbali e sanzioni. “È fondamentale che gli indizi siano solidi e ben circostanziati – ha sottolineato Di Ciancia – per questo la formazione sarà particolarmente scrupolosa circa le modalità”.


[Da sinistra, il comandante della Polizia municipale albese Antonio Di Ciancia e il vice comandante Paolo Tosco]

Nel corso della Commissione è stato ricordato come negli ultimi anni si sia registrato un aumento significativo delle segnalazioni e dei verbali, soprattutto per gli abbandoni lungo le sponde del Tanaro. In alcuni casi, come per recenti scarichi abusivi di materiale edile, si è arrivati anche a conseguenze penali. Le sanzioni, d’altronde, sono oggi particolarmente severe: l’abbandono di rifiuti accanto ai cassonetti può costare da 1.000 a 3.000 euro, con ulteriori aggravanti in caso di utilizzo di veicoli.

Il progetto prevede un impegno minimo di 40 ore annue per ciascun segnalatore, che svolgerà il proprio ruolo a titolo volontario. L’unico costo per il Comune riguarda la dotazione di segni distintivi – come pettorine – e la copertura assicurativa. L’idea, nelle intenzioni dell’Amministrazione, è di partire con un nucleo ristretto di 6–12 persone, idealmente una per ciascun quartiere, per mettere a massimo frutto la conoscenza diretta delle abitudini e delle criticità locali.

Durante il dibattito, alcuni commissari hanno sottolineato l’importanza di accompagnare l’introduzione della nuova figura con un’adeguata comunicazione ai cittadini, sia per chiarire le normative in vigore sia per rafforzare l’effetto deterrente. È emersa inoltre la disponibilità dell’Ecosportello a fungere da punto di riferimento informativo, così come l’interesse a integrare le segnalazioni con strumenti digitali di mappatura sviluppati per il CoABSeR nell’ambito di progetti finanziati dal PNRR per la digitalizzazione.

Il regolamento, presentato in Commissione per sommi capi, dovrà ora approdare in Consiglio comunale, verosimilmente già nel mese di febbraio. 

Solo dopo l’eventuale approvazione si procederà alla pubblicazione del bando per raccogliere le candidature. Un primo passo, dunque, verso un modello di controllo partecipato del territorio, che punta a unire presidio, prevenzione e responsabilità condivisa.

Eleonora Ramunno

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