Si è svolto venerdì 23 ottobre, presso l’Auditorium dell’Ospedale Ferrero di Verduno, un interessante convegno dal titolo “Uno, due, tre… quarto trimestre: che cosa succede nei tre mesi dopo il parto”, organizzato da AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) in collaborazione con l’ASL TO5 e l’ASL CN2.

"L’idea di affrontare le complesse problematiche legate ai primi tre mesi dopo la nascita di una nuova vita – spiega la dott.ssa Rosalba Giacchello, segretaria AOGOI per la Regione Piemonte – è nata insieme al dott. Andrea Scoletta, direttore della SC Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Moncalieri (ASL TO5), e alla dott.ssa Manuela Scatà, referente dell’Ostetricia dell’Ospedale di Verduno (ASL CN2). Abbiamo coinvolto diverse figure professionali, ciascuna delle quali ha contribuito a mettere in luce le criticità e a proporre possibili soluzioni per un momento tanto delicato per la nuova famiglia, ma spesso ancora trascurato".


Come ha sottolineato la dott.ssa Elsa Viora, presidente della Federazione SIGO, che riunisce le associazioni dei ginecologi italiani, il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte materna nel primo anno dopo il parto. Il 42% di queste morti, inoltre, è stato definito evitabile.

Partendo da questo dato sconcertante, la dott.ssa Chiara Quagliariello, antropologa dell’Università di Siena, ha tenuto una lectio magistralis dedicata alle difficoltà che le neomamme si trovano ad affrontare una volta rientrate a casa: la gestione del neonato, il cambiamento delle priorità e delle abitudini, le relazioni con il partner e con i familiari. Si tratta, in sostanza, dell’inizio di una nuova fase della vita, che richiede importanti adattamenti personali, familiari e relazionali.
Ginecologi e ostetriche hanno poi condiviso le proprie esperienze e competenze su diversi aspetti dell’assistenza nel periodo successivo al parto: il sostegno concreto all’allattamento, il recupero fisico dopo la gravidanza e il parto, con particolare attenzione alle problematiche della statica pelvica, i progetti di assistenza domiciliare alle donne dopo la dimissione ospedaliera, la prevenzione delle patologie insorte durante la gravidanza e potenzialmente in grado di ripercuotersi sulla salute futura della neomamma, nonché la contraccezione.
Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti psicologici, alla necessità di individuare precocemente le situazioni di rischio e alle fragilità sociali che possono rendere ancora più complesso questo delicato periodo.
L’evento ha registrato una grande partecipazione, con circa 200 medici e ostetriche provenienti dal Piemonte e dalla Liguria, che hanno seguito con interesse i lavori del convegno.
Il messaggio lanciato dagli organizzatori è chiaro: "La gravidanza non si conclude con il parto. La nascita di un bambino apre una nuova fase che richiede attenzione, sostegno e un’assistenza adeguata, rivolta non soltanto alla mamma, ma all’intera famiglia, con l'auspicio che una nuova modalità assistenziale possa anche spingere a fare più figli".














