Il salone consiliare del Comune di Cervere, date le condizioni avverse dei terreni colpiti dalle precipitazioni dei giorni scorsi, che non hanno permesso lo svolgersi della conferenza stampa nella suggestiva vallata ai piedi della torre, è stata la sede “alternativa” della presentazione della prossima manifestazione enogastronomica per eccellenza, la “Fiera del Porro Cervere 2026”.
Sarà la numero 47, che si svolgerà come al solito nell’ampio padiglione del Palaporro, dal 7 al 22 novembre 2026.
“Inequivocabilmente è una bella storia che dura da quasi 50 anni, per quello che considero l’ortaggio più buono e famoso del mondo. All’interno di questo contesto sempre più ricco, si intersecano tante storie delle Pro loco che si sono succedute: da Francesco Gili, passando per l’attuale segretario del Consorzio del Porro Cervere Paolo Odello, sino all’attuale Giovanni Rinero”. – ha esordito il sindaco di Cervere Corrado Marchisio durante l’incontro ricco di autorità e giornalisti - Le storie gastronomiche della Fiera del Porro saranno caratterizzate, oltre agli appuntamenti dei pranzi e delle cene su prenotazione, anche da tante fotografie programmate durante l’inaugurazione ufficiale, che simboleggeranno momenti storici delle rassegna”.

Storia rappresentata anche dal primo articolo del 1980 che narra di Fiera del Porro Cervere sull’allora Gazzetta del Popolo ed esposto per l’occasione come autentica reliquia sul bancone consiliare.
“Il Porro è un percorso importante da scoprire e riscoprire, come un atto di teatro, con momenti indimenticabili legati al prodotto agricolo. Come amministratori abbiamo sempre fatto di tutto per agevolare il lavoro di una filiera efficiente, che ha permesso di avere ottime risorse durante l’anno. Un lavoro non banale che ha anche permesso come comunità, l’inaugurazione di piazza don Cavallo l’anno scorso” – ha aggiunto il primo cittadino.
Il Porro nelle sue declinazioni culinarie ha coinvolto sinora anche chef stellati, come Davide Palluda, 2 stelle Michelin che ha firmato nel corso delle varie edizioni due piatti, o il Boccon divino del compianto Carlin Petrini, o ancora l’abbinamento Porro con il sushi grazie a Hizumo di Fossano, nonché le contaminazioni di cucina coreana di Uri sapori condivisi di Roddino. E non solo.
Così invece il senatore Giorgio Maria Bergesio, che a Cervere fu sindaco ed ora presidente del Consorzio della Tutela e di Valorizzazione del Porro Cervere: “Abbiamo permesso nel tempo un lavoro di squadra a far da trait d'union per la crescita di questo processo del Porro. Grazie al Consorzio, che nasce nel 1996, seguendo le opportune indicazioni siamo capofila di quest'iniziativa di crescita. Su 25 soci fondatori storici dello stesso Consorzio solo 1 ancora è originario, mentre tutti gli altri consorziati costituiscono un grande ricambio generazionale fatto di lavoro e sacrificio. Le vendite del Porro di Cervere sforano il Piemonte, con numeri convincenti anche nelle province di Imperia e Savona. Grazie alla Pro loco di Giovanni Rinero e all’organizzazione dei molti giovani volontari, inoltre, vengono consumati in Fiera 60 quintali”.
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</figure>Il Porro è un volano straordinario sia per i piatti proposti, sia per la qualità dell’ospitalità dell’evento fieristico, come ha testimoniato l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, che sarà premiato alla Fiera del Porro Cervere con il prossimo “Porro d’oro” e candiderà la rassegna a probabile prossima fiera nazionale. Il progetto di conoscenza dell’ortaggio con le scuole elementari crea inoltre un valido meccanismo di legame tra famiglie, territorio e volontari interessati alla produzione dell’eccellenza cerverese.
Alla cerimonia di presentazione del prossimo evento erano presenti inoltre i vari rappresentanti delle fondazioni bancarie (BCC di Cherasco, Banca CRF di Fossano e CRT), la consigliera d’amministrazione di Atl del Cuneese Daniela Bianco, il presidente della Pro loco di Cervere Giovanni Rinero, uno dei grandi organizzatori della rassegna, il segretario del Consorzio del Porro Cervere Paolo Odello e il vice sindaco e collaboratore della Pro loco Giacomo Dotta, l’artefice principale delle linee di prenotazioni ai pasti tramite il centralino, cresciuto vertiginosamente da 4 a 12 centralinisti, con gli appuntamenti a tavola, andati “sold out” il primo giorno ufficiale nel giro di due ore.


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