Alba si prepara al corteo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo nelle terre del vino, in programma sabato 24 ottobre, con un percorso aggiornato e un appello alla partecipazione rivolto a tutta la cittadinanza. La manifestazione, promossa da Caritas diocesana, sindacati e associazioni del territorio, attraverserà la città durante un fine settimana della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, per concludersi in piazza San Paolo, dove sono previsti interventi di lavoratori braccianti, rappresentanti religiosi e del comparto vitivinicolo. Alla vigilia, l'assessore comunale alla Sicurezza Davide Tibaldi richiama il valore di una presenza responsabile, mentre don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas albese, sottolinea la mobilitazione suscitata dall'iniziativa.
"Si è smosso tanto, molto più di quanto ci si immaginava", osserva don Degiorgis, riferendosi all'attenzione sviluppatasi intorno alle condizioni dei lavoratori impiegati nella filiera vitivinicola. L'auspicio del sacerdote è che il corteo mantenga al centro le ragioni per cui è stato organizzato e che l'interesse suscitato possa proseguire anche dopo la giornata di sabato.
L'appello alla partecipazione arriva da Caritas Alba, Cgil Cuneo, Cisl Cuneo, Uil Asti-Cuneo, Libera Cuneo, Arci Cuneo-Asti e Arci Cinema Vekkio, che invitano cittadini, associazioni e organizzazioni a unirsi alla manifestazione per affermare "il prevalere della dignità umana sul profitto". L'obiettivo è "dare un volto e una voce" ai lavoratori agricoli che, nei territori di Langhe, Roero e Monferrato, subiscono forme di sfruttamento e caporalato.
Nel documento, i promotori denunciano non soltanto le condizioni lavorative, ma anche le coercizioni, la sorveglianza e le limitazioni delle libertà individuali che, in alcuni casi, si estenderebbero oltre l'orario di lavoro. Una realtà che considerano inaccettabile anche per il contrasto con il prestigio internazionale delle produzioni vitivinicole e con il riconoscimento Unesco. "Il caporalato vive della connivenza e dell'omertà di chi ricorre al conto terzismo e non si pone una domanda basilare: come vengono trattate le persone che vengono impiegate nei propri vigneti?", si legge nell'appello.
A sostegno della denuncia vengono richiamati i risultati delle verifiche effettuate durante la vendemmia dall'Ispettorato territoriale del Lavoro di Cuneo e dal Nucleo Ispettorato del Lavoro: 67 aziende agricole e imprese operanti in conto terzi controllate, un tasso di irregolarità di poco inferiore all'80%, 31 lavoratori in nero, di cui 9 privi di regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro, e 100 violazioni contestate in materia di salute e sicurezza.
Da qui la richiesta di una responsabilità condivisa tra aziende vitivinicole, Comuni, associazioni di categoria, consorzi e istituzioni, accompagnata da interventi strutturali su casa, trasporti e modalità di assunzione, coordinati attraverso una regia pubblica. Per i promotori, la qualità delle produzioni deve comprendere anche la sostenibilità sociale e il rispetto dei diritti delle persone che contribuiscono a realizzarle.
Il ritrovo è fissato alle 14 in via Pola, nei pressi della mensa e del Centro di prima accoglienza della Caritas, mentre la partenza del corteo è prevista alle 14.30. Il percorso aggiornato prevede il passaggio in corso Italia, piazza Michele Ferrero, via Einaudi, corso Europa, via Piero Ferrero, corso Ognissanti e corso Banská Bystrica. Da qui i manifestanti torneranno in via Einaudi, attraverseranno nuovamente piazza Michele Ferrero e raggiungeranno piazza San Paolo, dove si terranno gli interventi conclusivi.
A introdurre il momento finale sarà l'avvocata Valentina Sandroni di Libera. Sono previsti gli interventi di lavoratori braccianti, del vescovo di Alba Marco Brunetti, dell'imam di Alba El Hani Abdelhad, del produttore vitivinicolo Ascheri e del direttore della Caritas don Domenico Degiorgis. Un programma che intende dare spazio sia alle testimonianze dirette dei lavoratori sia alle diverse componenti della comunità coinvolte nel confronto sullo sfruttamento agricolo.
La gestione della manifestazione è stata oggetto di un confronto in Prefettura, anche alla luce delle tensioni registrate nelle ultime settimane durante altri cortei a livello nazionale. "C'è una soglia di attenzione che si è elevata, anche sulla scia di quanto è capitato a livello nazionale. Io sono ottimista e penso che non succederà nulla, perché credo nella responsabilità delle persone", spiega Tibaldi.
L'assessore conferma che le forze dell'ordine, coordinate dal prefetto Mariano Savastano, sono preparate ad accompagnare la manifestazione. Annuncia inoltre la propria partecipazione insieme al sindaco Alberto Gatto e ad altri componenti della Giunta.
"Questa è un'occasione importante per dimostrare che alla violenza o al sopruso non si risponde con la violenza, ma con la presenza. Una presenza composta, responsabile, per dire: noi non ci stiamo", sottolinea Tibaldi, richiamando il significato civile della mobilitazione.
A riportare il tema al centro del dibattito cittadino hanno contribuito anche il dossier della Caritas "L'altra vendemmia", dedicato alle condizioni dei lavoratori stagionali, e l'incendio del 9 ottobre all'ex caseificio Cappello, dove avevano trovato riparo anche persone impiegate nella raccolta dell'uva.
Gli organizzatori ribadiscono infine l'auspicio che la manifestazione si svolga in maniera assolutamente pacifica e concentrata sul tema dello sfruttamento lavorativo, senza che eventuali tensioni finiscano per oscurarne le ragioni.














