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Politica | 03 ottobre 2026, 15:45

Provinciali, Giraudo sfida il Pd: “Se siete alternativi, perché non avete un candidato presidente?”

Il sindaco di Roccavione, pronto a scendere in campo con Futuro Nazionale, attacca la scelta di correre per il Consiglio senza contendere la presidenza: “Così la partita viene lasciata agli altri”. E rilancia su programma, territori e turnazione dei consiglieri

Provinciali, Giraudo sfida il Pd: “Se siete alternativi, perché non avete un candidato presidente?”

Più le elezioni provinciali si avvicinano e più il dibattito si accende. 

Se inizialmente si ravvisava la possibile intenzione di unirsi in un unico progetto elettorale, man mano che si arriva a scadenza le posizioni sembrerebbero allontanarsi inesorabilmente. 

Solamente nei giorni scorsi il PD ha apertamente espresso le ragioni per cui non sarebbe stata possibile la costituzione di una lista unica. 

Ed è a queste che si riferiscono alcune riflessioni di Paolo Giraudo, coinvolto nel dibattito per il suo interesse a candidarsi. Secondo il sindaco di Roccavione saremmo di fronte a una contraddizione che ritiene meriti una spiegazione molto chiara. 

“Il Partito Democratico – spiega infatti - sostiene di avere fatto opposizione all'amministrazione provinciale per precise ragioni politiche. Dice che esistono differenze tali da rendere necessaria una propria lista per il Consiglio provinciale. È una posizione legittima. Ma allora la domanda è inevitabile: chi è il vostro candidato presidente? Se sostieni che l'amministrazione uscente non rappresenta il tuo progetto, non capisco come tu possa presentare una lista alternativa per il Consiglio e contemporaneamente rinunciare a proporre un'alternativa alla guida della Provincia”. 

Sull'eventualità che il centrosinistra scelga la scheda bianca per la presidenza, Giraudo entra nel tecnico precisando: “La scheda bianca non è un voto dato a un altro candidato. Politicamente, però, se non presenti un candidato alternativo, rinunci a contendere la presidenza a chi invece si candida. E stiamo parlando di un'elezione nella quale votano sindaci e consiglieri comunali con un sistema di voto ponderato. Per questo la domanda al PD è molto semplice: se avete una rappresentanza importante tra gli amministratori e sostenete di avere un progetto diverso, perché non provate a costruire una maggioranza intorno a un vostro candidato e a un vostro programma? Presentare una lista per eleggere dei consiglieri, non presentare un candidato presidente e poi scegliere eventualmente la scheda bianca rischia di produrre un risultato molto semplice: lasciare che la partita per la presidenza venga giocata dagli altri”. 

Proprio a quella partita Giraudo ha pensato con l'adesione a Futuro Nazionale.

“Vogliamo – precisa- che ci sia una vera possibilità di scelta e che possano confrontarsi progetti diversi per la Provincia. Per presentare una lista servono le sottoscrizioni degli amministratori aventi diritto al voto. È per questo che Futuro Nazionale sta lavorando alla raccolta delle firme necessarie per poter essere presente alle elezioni provinciali e sottoporre agli amministratori una proposta distinta dalle altre. La questione, per me, viene prima dei partiti: vogliamo una Provincia nella quale ci siano programmi e alternative reali oppure un sistema nel quale gli equilibri vengono definiti prima ancora di arrivare al voto?”. 

L'interesse per l'ente provinciale per Giraudo si potrebbe sintetizzare nel ruolo strategico che questo ancora rappresenta per un territorio vasto e variegato come la provincia di Cuneo, inteso come ponte con i Comuni e i suoi cittadini. 

“Parlo prima di tutto da sindaco – dice -. E chi amministra un Comune sa che la Provincia è un interlocutore fondamentale, per alcuni aspetti persino più immediato della Regione. Pensiamo alle strade provinciali. Sono i collegamenti che utilizziamo ogni giorno per andare al lavoro, portare i ragazzi a scuola, consentire alle imprese di muoversi e collegare le nostre vallate. Poi ci sono l'edilizia scolastica, la programmazione della rete scolastica, la pianificazione territoriale, l'ambiente, i trasporti e il supporto tecnico-amministrativo agli enti locali. Per un sindaco sono problemi quotidiani. E invece il dibattito sembra concentrarsi molto sulle alleanze e sui posti in Consiglio. Ed è proprio quello che vorrei evitare. La Provincia non può diventare semplicemente il luogo nel quale si contano i consiglieri e si dividono gli spazi tra partiti. Prima dovremmo discutere del programma: quali strade hanno la priorità? Quali interventi sulle scuole? Come sosteniamo i piccoli Comuni? Come garantiamo maggiore attenzione alle vallate e alle diverse aree della Granda? Poi vengono le persone”. 

Su questo Futuro Nazionale propone anche un sistema particolare per i propri eventuali consiglieri. 

“L'impostazione che intendiamo portare avanti è quella della turnazione – illustra Giraudo -, proprio per evitare che un seggio provinciale diventi semplicemente una posizione personale da occupare per tutta la durata del mandato. La Provincia di Cuneo è enorme e ha territori con caratteristiche e necessità molto diverse. Se Futuro Nazionale riuscirà ad avere uno o più rappresentanti in Consiglio provinciale, l'obiettivo dichiarato è utilizzare la turnazione per consentire a più territori di essere rappresentati nel corso del mandato. È anche questo un modo diverso di interpretare il ruolo del consigliere provinciale: non un posto da occupare, ma uno strumento attraverso il quale dare voce alle diverse realtà della Granda”. 

In conclusione, sugli aspetti assenti dal dibattito sulle provinciali Giraudo lamenta la mancanza di un confronto vero su che cosa si voglia fare della Provincia. “Se il PD sostiene di essere stato opposizione, presenti il proprio progetto e spieghi come intende tradurlo nella guida dell'ente. Se altre forze hanno programmi diversi, facciano altrettanto – sollecita -. Futuro Nazionale sta cercando di costruire le condizioni per poter presentare la propria lista. Una volta raccolte le firme necessarie, saranno gli amministratori a valutare le diverse proposte. Perché la Provincia è troppo importante per i nostri Comuni per essere ridotta a una trattativa sugli equilibri politici. Servono un programma, una proposta di governo e persone disposte ad assumersene la responsabilità”. 

Sara Aschero

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