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Cronaca | 08 maggio 2026, 10:55

Accusato dell'omicidio della moglie incinta in Texas, fuggito e arrestato a Torino

Le manette scattate per il 39enne ingegnere informatico statunitense Lee Mongerson Gilley, che era sorvegliato speciale negli Usa. "Sono perseguitato per un crimine che non ho commesso"

Foto d'archivio del carcere di Torino

Foto d'archivio del carcere di Torino

Da sorvegliato speciale con braccialetto elettronico residente a Houston, al Cpr di Torino, dopo due giorni di fuga con due voli e due identità false, per poi essere trasferito in carcere sempre nel capoluogo piemontese.  Ieri, giovedì 7 maggio, personale della Squadra Mobile e dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino, nonchè dell’Ufficio Polizia di Frontiera dell'aeroporto di Malpensa, ha tratto in arresto un cittadino statunitense destinatario di “red notice” emessa dall’Ufficio Interpol di Washington, in quanto gravato da un provvedimento restrittivo emesso dall’Autorità Giudiziaria Statunitense poiché sottoposto a procedimento penale per il reato di omicidio aggravato plurimo, commesso in pregiudizio della moglie, in stato di gravidanza, e del figlio non ancora nato, nella contea di Harris (Texas) nell'ottobre del 2024.

Rischia la pena di morte in Texas

In Texas rischia la pena di morte per il presunto femminicidio della ex moglie: Lee Mongerson Gilley, ingegnere informatico di 39 anni, si è tagliato il braccialetto elettronico e gli agenti di Milano Malpensa hanno scoperto che aveva documenti falsi. Non poteva chiamarsi né Oliver Lejeune (nato in Belgio) e nemmeno Jan Malet (nato negli Usa), ma era ricercato e stavano per rimpatriarlo. "Sono innocente. Non ho ucciso mia moglie nell'ottobre del 2024" avrebbe detto sulla donna, che era incinta, fatto che in Texas porta all'accusa di duplice omicidio. 

"Vittima di accanimento mediatico"

Gilley è scappato un mese prima dell'udienza preliminare, fissata il 5 giugno. In Italia non conosce nessuno, ma ha firmato la richiesta di protezione internazionale in aeroporto. "Chiedo protezione per salvare la mia vita. Negli Usa sono perseguitato per un crimine che non ho commesso e sono vittima di un accanimento mediatico pericoloso".

Nel corso della mattinata odierna, l’uomo ha presenziato, da remoto, dinanzi alla Corte d’Appello di Milano, all’udienza di convalida del suo trattenimento presso il Cpr a seguito della quale è stato tradotto presso la Questura di Torino e tratto in arresto ai fini estradizionali, quindi il trasferimento in carcere a Torino.

redazione

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