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Cronaca | 06 maggio 2026, 19:39

False patenti della Polonia cedute a connazionali per 2.200 euro l'una: condannato a cinque mesi

A giudizio per truffa un cittadino del Pakistan. Il giudice lo ha assolto per uno degli episodi contestati

La promessa sarebbe stata quella di una rapida conversione del documento di guida in uno italiano

La promessa sarebbe stata quella di una rapida conversione del documento di guida in uno italiano

Si è chiuso con un'assoluzione parziale il processo a carico di un uomo di nazionalità pakistana, classe 1990, accusato di aver ottenuto denaro da due connazionali in cambio del rilascio di false patenti di guida della Polonia.

I fatti si sono verificati a Racconigi, nell’ottobre 2021. 

Stando a quanto emerso, la truffa fruttò all'imputato, che aveva rassicurato i connazionali sul fatto che trattandosi di patenti europee nel giro di poco tempo avrebbero potuto convertirle in italiane, circa 2.200 euro ciascuno per la consegna dei documenti a entrambi i lavoratori

Uno di loro aveva confermato in aula l’avvenuto pagamento, effettuato in parte tramite bonifici e in parte in contanti, spiegando però poi di aver distrutto la patente dopo aver scoperto che si trattava di un documento falso.

Il pubblico ministero aveva sottolineato anche come il telefono utilizzato nei contatti fosse intestato al fratello dell’imputato, elemento ritenuto compatibile con un coinvolgimento diretto nella vicenda. Era stata inoltre evidenziata la mancata restituzione delle somme richieste dalle persone offese.

La difesa, dal canto suo, aveva chiesto l’assoluzione, sostenendo la tardività delle querele rispetto ai fatti contestati e la mancanza di elementi idonei a dimostrare artifici o raggiri

Secondo il legale, inoltre, i due uomini sarebbero state consapevoli della natura irregolare delle patenti, trattandosi di documenti ottenuti senza il sostenimento di alcun esame. 

Evidenziata anche l’assenza, nelle perquisizioni, di strumenti o materiali utili alla produzione di documenti falsi.

Il giudice ha infine disposto l’assoluzione per uno degli episodi contestati e la condanna per il secondo: la pena inflitta è stata di cinque mesi di reclusione.

CharB.

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