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Cronaca | 25 aprile 2026, 12:04

Furto di polli a Caraglio, in aula i riconoscimenti: “L’ho visto nel fotogramma”

Al Tribunale di Cuneo le testimonianze sul caso dell’8 dicembre 2022. Più testimoni indicano l’imputato, la difesa: “Mai visto nel pollaio”

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Si è concentrata sui riconoscimenti fotografici e sulle immagini della videosorveglianza l’udienza del processo per il presunto furto di  polli avvenuto l’8 dicembre 2022 a Caraglio. 

Davanti al Tribunale di Cuneo sono stati ascoltati diversi testimoni, tutti accomunati da un elemento: il riconoscimento dell’imputato nei fotogrammi estratti dal sistema di videosorveglianza installato presso il pollaio della persona offesa, costituita parte civile.

Il padre della vittima del furto ha spiegato che l’immagine gli era stata inviata dal figlio proprio il giorno dei fatti. “Era un fotogramma del video del pollaio. L’ho riconosciuto subito”, ha riferito, precisando di conoscere l’imputato “da quando era ragazzino” e anche per i trascorsi lavorativi nel settore bancario.

La zona, ha spiegato, si trova sulle terrazze dietro la parrocchia, dove il figlio ha un orto e un pollaio, in un’area frequentata anche per passeggiate. In un primo momento, come spiegato, aveva pensato “a uno scherzo”, vista la conoscenza tra le famiglie. La "refurtiva":  un gallo, tre galline lionate piemontesi, una gallina ovaiola livornese e otto pulcini.

Il testimone ha anche ricordato un particolare fisico, riferendo che l’uomo aveva una difficoltà a chiudere completamente le ultime due dita della mano sinistra.

Anche il fratello della persona offesa ha confermato il riconoscimento. Ha raccontato di aver ricevuto la foto tramite WhatsApp mentre lavorava, dopo che al fratello era arrivata una notifica della telecamera: “Mi ha detto che c’era qualcuno nel pollaio e ho riconosciuto subito la persona”.

Ha inoltre riferito che l’imputato possiede un terreno nella stessa zona.

Un ulteriore testimone ha dichiarato di aver visto più volte l’uomo nei pressi dell’appezzamento, situato sopra quello dove si trova il pollaio. “L’ho riconosciuto senza l’aiuto di nessuno, lo avevo già visto lì e in paese”, ha detto. Alla domanda della difesa, ha collocato i primi incontri già nell’autunno del 2022, in occasione di passaggi nella zona e visite a un conoscente.

Nel corso dell’udienza sono stati sentiti anche altri due testimoni. Un ex collega dell’imputato ha riferito di riconoscere “la somiglianza dei tratti somatici” tra la persona ritratta nella fotografia e l’uomo con cui aveva lavorato per anni, aggiungendo che durante quel periodo aveva sempre avuto un comportamento “ineccepibile”.

Un appartenente all’Arma dei Carabinieri, residente nello stesso comune, ha dichiarato a sua volta di riconoscere l’imputato nell’immagine. Nel controesame, la difesa ha posto una domanda diretta: se il testimone avesse visto l’imputato entrare nel pollaio nel giorno dei fatti. La risposta è stata netta: “Assolutamente no”.

L’udienza è stata quindi rinviata al 29 giugno, quando è prevista la conclusione dell’istruttoria.

CharB.

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