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Cronaca | 25 aprile 2026, 09:46

Alba, emergenza senza dimora: A.C.I.A. ODV rilancia l’appello della Caritas

L’associazione degli immigrati: “Pronti a collaborare per garantire dignità e accoglienza. Serve una soluzione dopo la chiusura del dormitorio di via Ognissanti”

Anas Rekassi, 34 anni

Anas Rekassi, 34 anni

L’emergenza legata alle persone senza dimora ad Alba torna al centro dell’attenzione. Dopo l’appello lanciato dalla Caritas Diocesana Albese e rilanciato da La Voce di Alba, anche A.C.I.A. – Associazione Culturale Immigrati Alba ODV interviene sulla situazione, esprimendo preoccupazione per la chiusura, prevista a fine marzo, della struttura invernale di emergenza di via Ognissanti.

Il dormitorio, attivato nei mesi più freddi grazie alla collaborazione tra istituzioni, volontari e associazioni del territorio, ha rappresentato un punto di riferimento per diverse persone senza un riparo notturno. La sua chiusura rischia ora di lasciare nuovamente in strada uomini e donne già in condizioni di forte fragilità.

A.C.I.A. ODV ricorda come il servizio sia stato possibile grazie al contributo di molte realtà locali: dalla Croce Rossa Italiana alle associazioni che hanno garantito turni, supporto logistico e presenza costante. Tra queste anche la stessa A.C.I.A., che negli ultimi mesi ha collaborato attivamente per offrire sostegno e accompagnamento alle persone più vulnerabili.

"Siamo sempre disponibili ad aiutare e a collaborare per sostenere le persone senza fissa dimora", dichiara Elbounadi Abdelkhalek, presidente dell’associazione. "Ringraziamo tutte le associazioni e i volontari che si sono impegnati nel dormitorio di emergenza. Crediamo che solidarietà e collaborazione tra associazioni e istituzioni siano fondamentali per trovare soluzioni concrete e dignitose".

L’associazione ribadisce inoltre la propria disponibilità a proseguire il lavoro con il Comune di Alba, la Caritas e tutte le realtà del territorio, nella convinzione che solo un’azione coordinata possa garantire risposte efficaci e continuative.

L’appello arriva in un momento particolarmente delicato per la città: pochi giorni fa, sempre ad Alba, è emersa la vicenda di Anas Rekassi, il 34enne trovato morto in un alloggio privo di luce e riscaldamento, un caso che ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema della marginalità estrema e delle condizioni di vita di chi non ha una rete familiare o sociale su cui contare.

Per A.C.I.A. ODV, la priorità ora è evitare che altre persone si trovino nella stessa situazione. "Garantire un riparo non è solo un gesto di assistenza – sottolinea Abdelkhalek – ma un atto di civiltà che riguarda l’intera comunità".

Redazione

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