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Attualità | 07 febbraio 2026, 14:38

Bra, al liceo Giolitti Gandino l’incontro con Susanna Terracini: quando lo studio diventa libertà

La matematica come esercizio di resistenza e speranza: dalla testimonianza su Rossi e Foa al valore formativo dell’impegno scientifico

Bra, al liceo Giolitti Gandino l’incontro con Susanna Terracini: quando lo studio diventa libertà

"Se voi doveste passare 20 anni rinchiusi in una cella, cosa pensereste di fare in questo lungo periodo?”

È con questa domanda che si è aperta giovedì 5 febbraio la conferenza della Prof.ssa Susanna Terracini alle classi 3A e 3B del liceo Scientifico “Giolitti Gandino” di Bra, organizzata all’interno delle attività di Orientamento della scuola. E si è davvero trattato di Orientamento, nel senso più profondo della sua accezione: cogliere cosa significhi studiare Matematica e in generale le Scienze, comprendere gli aspetti più motivanti dell’impegno nello studio, percepire la bellezza della spinta a imparare sempre qualcosa di nuovo grazie alla forte testimonianza di passione nel proprio lavoro da parte della prof.ssa Terracini e al racconto del periodo di prigionia dei due intellettuali antifascisti Ernesto Rossi e Vittorio Foa.

Forse in 20 anni di reclusione e dure restrizioni, per cercare di mantenere sana la mente e coltivare la speranza per il futuro, una valida attività potrebbe essere studiare qualcosa a cui non si è mai avuto la possibilità di dedicarsi prima. È in questo modo che l’economista Ernesto Rossi, durante il periodo di reclusione sotto il regime fascista, trovò nello studio della Matematica, materia da lui conosciuta solo a livello basilare, una possibilità di liberazione del suo intelletto e di approfondimento delle sue conoscenze, coinvolgendo anche il giovane compagno di cella Vittorio Foa. La Matematica non interessava ai loro aguzzini, che la ritenevano non pericolosa e quindi permisero a Rossi ed ai suoi compagni di dedicarsi al suo apprendimento, a partire dalla algebra più semplice fino ai programmi dei primi anni del Politecnico. Le difficoltà furono parecchie, dalle prime privazioni dovute al freddo e alla scarsità di cibo, al divieto di uso di strumenti per scrivere: i due prigionieri si ingegnarono per poter fare qualsiasi calcolo e ragionamento solo a mente e in qualche caso riuscirono anche a scrivere ricorrendo a ciò che riuscivano a trovare nelle loro celle: un foglietto di carta igienica, un pezzo di carbone, una scaglia di sapone da usare sul vetro della finestra.

L’intervento della prof.ssa Terracini ha suscitato molte domande da parte dei ragazzi, che si sono anche incuriositi sulla sua attività come scienziata a livello internazionale. Infatti, oltre a essere professore Ordinario di Analisi Matematica presso l’università degli Studi di Torino, Susanna Terracini ha vinto molti premi, tra cui la Juliusz Paweł Schauder Medal nel 2020, prestigioso riconoscimento che premia chi ottiene risultati nel campo dell’analisi non lineare; i suoi studi in questo momento si concentrano sull’analisi di sistemi complessi soggetti alla gravità, grazie anche a un notevole premio stanziato dallo European Research Council nell'ambito del Programma Horizon 2020 dell'Unione Europea.

Per gli studenti del Liceo Scientifico di Bra, così come per i docenti e la Dirigente Prof.ssa Claudia Camagna, che hanno partecipato all’incontro, è stata un’occasione importante di confronto con una figura di alto valore che ha dato e continua a dare notevoli contributi nel mondo scientifico italiano e non solo, e che stimola a vedere l’impegno scolastico con una visione più ampia e aperta al futuro.  

cs

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