La Variante strutturale al Piano regolatore non è solo un passaggio tecnico: per la minoranza è una scelta che deve nascere da un confronto pubblico “prima che le decisioni prendano forma”. Con questa impostazione il consigliere Massimo Reggio (Alba Domani), a nome anche di altri gruppi di opposizione, ha presentato un’interpellanza chiedendo di rivedere l’iter illustrato in Commissione: non prima la scrittura politica in Commissione e poi la consultazione, ma l’esatto contrario. Il punto messo a verbale è netto: l’Amministrazione ha già affidato l’incarico ai professionisti e ha prospettato la consegna delle linee di indirizzo alla Commissione entro febbraio, per poi arrivare alla presentazione pubblica della Variante. Ma, osserva Reggio, la Variante strutturale “riveste un’importanza strategica” e può diventare un’occasione di dibattito vero: prima delle linee di indirizzo e prima della redazione.
In aula, Reggio ha insistito su un aspetto non numerico ma politico: chiedere alla Giunta una correzione di rotta sulla sequenza, facendo precedere il lavoro consiliare da consultazioni e confronto in città. Ha anche ricordato che sul tema erano già avvenute interlocuzioni informali, compreso il vicepresidente della Commissione Fabio Ambrogio, segno che la questione non nasce come incidente d’aula ma come richiesta di metodo.
La risposta del sindaco Alberto Gatto, chiamato in causa anche come assessore competente, ha scelto un registro di chiarimento e di apertura, ammettendo in premessa che in Commissione si era creato un fraintendimento comunicativo: “Forse anche per la mia poca chiarezza”. Poi ha ribadito l’impostazione di fondo: la volontà dell’Amministrazione è di “metterci mano” davvero, dopo lo stanziamento delle risorse votato in primavera, e di farlo con un percorso che tenga insieme mandato politico e coinvolgimento pubblico.
Gatto ha riconfermato un punto centrale: “C’è l’assoluta volontà di dialogare con tutta la città”, intendendo un perimetro ampio — dagli ordini professionali ai quartieri, fino ai proprietari delle aree interessate. E ha aggiunto un elemento operativo: l’ipotesi di affiancare al percorso una realtà esterna con funzione di facilitazione del confronto, se si troveranno le risorse per farlo.
La parte più sostanziale della risposta sta però nella proposta di composizione: partire dalle linee di indirizzo come documento politico da consegnare ai professionisti, per evitare che la redazione tecnica proceda “al buio”. “Mi piacerebbe partire da linee di indirizzo, documenti politici, per dare un mandato sufficientemente chiaro agli estensori del piano”, ha spiegato. Ma, ed è qui l’apertura verso la richiesta di Reggio, Gatto ha detto che questo passaggio può essere preceduto da una fase di ascolto e interlocuzione con gli stakeholder più coinvolti: professionisti e ordini, categorie economiche (commercianti, industria, agricoltura), oltre a momenti nei quartieri. “Nelle prossime settimane possiamo organizzarlo come momento propedeutico all’approvazione delle linee programmatiche”, ha dichiarato.
Il sindaco ha poi collocato l’urgenza in una cornice temporale e politica: l’attuale Piano regolatore, ha ricordato, ha avuto un iter “travagliato” iniziato nel 2004-2005 e concluso nel 2016; oggi, a dieci anni dall’entrata in vigore, sarebbe necessario “setacciarlo” per correggere criticità e aggiornare la città alle nuove esigenze.














