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Attualità | 08 gennaio 2026, 14:41

Piemonte, 17 milioni per conciliare lavoro e famiglia: arriva il "Piano A.L.Fa"

La Regione stanzia fondi per piani di welfare aziendale e voucher destinati alle donne con carichi di cura. Chiorino: "Scelta politica chiara per rimuovere gli ostacoli che costringono a scegliere tra carriera e maternità"

Elena Chiorino

Elena Chiorino

Il Piemonte sceglie di stare dalla parte delle donne che lavorano, delle famiglie e delle imprese. Con il "Piano A.L.Fa" (Accordo Lavoro Famiglia), l'Assessorato al Lavoro e Welfare aziendale guidato dalla vicepresidente Elena Chiorino mette in campo circa 17 milioni di euro per affrontare una delle sfide decisive del nostro tempo: rendere compatibili lavoro, maternità, cura e crescita professionale. Le risorse provengono per l'80% dal Programma Nazionale Giovani Donne Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mentre il restante 20% è finanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus.

Gli obiettivi sono ambiziosi: agevolare la conciliazione vita-lavoro, favorire l'accesso, il rientro e il mantenimento delle donne nel mercato del lavoro, garantire l'equilibrio tra impiego e carichi di cura e incentivare la diffusione di nidi e micronidi "di prossimità" o "diffusi", in attuazione del sistema integrato piemontese previsto dalla Legge Regionale 30/2023.

«Con il 'Piano A.L.Fa' la Regione compie una scelta politica chiara e coerente – ha dichiarato Chiorino mettiamo in campo risorse concrete per rimuovere ostacoli che troppo spesso costringono le donne a scegliere tra lavoro e famiglia, tra crescita professionale ed esigenze di cura. Mai come con la Giunta Cirio il sostegno alle famiglie e alle donne è stato così centrale e tangibile».

Una delle principali novità dell'intervento riguarda la platea dei beneficiari: il welfare per la conciliazione in Piemonte non si limita a dare priorità esclusiva alle fasce più povere, ma interviene anche a sostegno del reddito delle classi medie, con servizi rivolti a chi ha necessità di cura di figli minori, adolescenti, anziani non autosufficienti e persone con disabilità.

Otto milioni per il welfare aziendale

La prima linea di intervento, dotata di 8 milioni di euro, riguarda i Piani Integrati di Welfare per la Vita e il Lavoro. Entro febbraio 2026 sarà pubblicato un bando destinato alle PMI piemontesi, che dovranno aggregarsi in almeno due imprese attraverso Associazioni Temporanee di Impresa o di Scopo. Potranno partecipare anche soggetti aggregatori per il welfare territoriale, come associazioni datoriali e sindacali, associazioni di categoria dei liberi professionisti, enti bilaterali e società di mutuo soccorso. Le grandi imprese potranno accedere solo presentando progetti condivisi con altri soggetti territoriali, quali Enti Locali, ASL, associazioni di categoria, terzo settore e agenzie formative.

Il contributo regionale, erogato a fondo perduto, coprirà il 75% dell'investimento complessivo fino a un massimo di 200mila euro per progetto. Ampia la gamma di servizi finanziabili: dalle spese per strumenti tecnologici e formazione sul lavoro agile ai costi per rette scolastiche, pre e post scuola, nidi aziendali, baby parking e baby-sitting. Sono ammessi anche i costi per l'assistenza domiciliare, diurna o residenziale a familiari anziani o non autosufficienti, le misure sanitarie dedicate alle lavoratrici in gravidanza fino al compimento del primo anno del figlio, nonché le convenzioni per car pooling, bike sharing, navette aziendali e scuolabus a prezzi agevolati.

«Non lasciamo soli gli imprenditori nel vincere questa sfida – ha sottolineato la vicepresidente –, li affianchiamo concretamente affinché possano progettare e offrire ai propri dipendenti misure capaci di migliorare davvero la qualità della vita, rendendo le imprese più attrattive, responsabili e competitive. È un'alleanza fondata su responsabilità reciproca: istituzioni, imprese e lavoratori dalla stessa parte».

Voucher fino a 6mila euro per le donne

La seconda linea di intervento, finanziata con 8,5 milioni di euro, prevede l'attivazione nella seconda metà del 2026 dei Voucher Conciliazione Vita-Lavoro. Sono destinati alle donne occupate e disoccupate con un reddito ISEE fino a 40mila euro. Ogni voucher avrà un valore complessivo fino a 6mila euro a famiglia per una durata di 12 mesi, anche non consecutivi, e potrà essere utilizzato per rette di asili nido e micronidi, servizi pre e post scuola, baby-sitting, trasporto e mensa scolastica, servizi socio-culturali e ricreativi per minori, centri estivi e invernali, oltre che per l'assistenza e l'accompagnamento di familiari con disabilità o non autosufficienti. Le donne disoccupate potranno accedere al beneficio a condizione di partecipare a percorsi di politiche attive del lavoro.

La gestione sarà affidata a un provider esterno, secondo il modello già sperimentato con i voucher scuola, garantendo alle beneficiarie massima semplicità: nessuna richiesta di anticipo e nessun obbligo di rendicontazione.

«Alle donne non offriamo scorciatoie – ha concluso Chiorino – ma condizioni reali per restare o rientrare nel mercato del lavoro senza rinunciare alla famiglia. Il Piemonte agisce in piena sintonia con l'azione del Governo: una visione che mette al centro lavoro, famiglia e merito come pilastri della Nazione».

Piemonte sopra la media nazionale

L'iniziativa si inserisce in un contesto regionale già virtuoso. Secondo i dati Istat relativi al terzo trimestre 2025, il gender gap occupazionale in Piemonte si attesta a 10,6 punti percentuali, ben al di sotto della media nazionale di 17,8 punti. Ancora più significativo il dato elaborato da Ires Piemonte per il 2025 sul rapporto tra occupazione delle donne con figli e senza figli: in Piemonte l'indice raggiunge 82,2, contro il 73,0 nazionale. Più questo valore si avvicina a 100, più risultano simili i livelli occupazionali tra madri e donne senza figli, segnale di un sistema che penalizza meno la maternità. Con il Piano A.L.Fa, la Regione punta a consolidare e migliorare ulteriormente questi risultati.

cs

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