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Attualità | 08 gennaio 2026, 15:26

METEO / Sulla Granda freddo pungente e vento in quota: un inverno che rientra nella normalità climatica

A San Giovanni Belbo di Camerana, in Alta Langa, il termometro ha segnato -13,7 gradi. I valori colpiscono perché meno frequenti negli ultimi anni, ma restano coerenti con la stagione

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Giornate dal sapore decisamente invernale stanno interessando la provincia di Cuneo, con vento sostenuto in montagna per la presenza di foehn nelle vallate alpine tra oggi e domani, che potrà spingersi nelle prossime 24 ore anche fin verso le pianure. 

Nonostante il vento e il freddo, la situazione resta sotto controllo: non è stato emesso alcun bollettino di allerta e il livello rimane verde su tutte le zone della Granda.

A farsi notare, più che le condizioni atmosferiche in sé, sono le temperature, percepite come eccezionali dopo anni caratterizzati da inverni più miti. In realtà, i valori registrati rientrano pienamente nella normalità del periodo, anche se oggi possono apparire insoliti. 

Il picco di freddo è stato raggiunto nella mattinata odierna a San Giovanni Belbo di Camerana, in Alta Langa, dove il termometro ha segnato -13,7 gradi. A 622 metri di quota, lungo il fondovalle del torrente Belbo, la piccola frazione si è così guadagnata il primato di località più fredda del Piemonte sotto i mille metri. Si tratta del valore più basso dall’inizio delle rilevazioni locali, avviate nell’ottobre 2022.

Guardando alla storia climatica della provincia, episodi simili non sono una novità. L’inverno più rigido resta quello del 1961-1962, che secondo le analisi di Arpa Piemonte rappresenta, insieme al 2009-2010, uno dei periodi più freddi dell’intera serie storica disponibile. 

Ancora oggi è ben noto il record assoluto di -17,5 gradi registrato a Mondovì nel gennaio del 1947, mentre durante ondate di gelo persistenti, come nel dicembre 1990, in pianura bassa piemontese si raggiunsero diffusamente valori attorno ai -15 gradi.

Anche il capoluogo non è estraneo a temperature molto basse. I dati della stazione meteorologica di Cuneo Centro indicano minime assolute di rilievo durante alcune delle più intense fasi invernali: -13,2 gradi nel gennaio 1985, -11,6 nel febbraio 2012 e -11 nel gennaio 2017. Gennaio si conferma, storicamente, il mese più critico per le minime, così come dicembre e febbraio completano il periodo in cui si concentrano gli estremi di freddo.

In questo contesto, dunque, l’attuale fase meteorologica conferma una stagionale invernale ben conosciuta dalle nostre parti. Il freddo intenso, pur colpendo per il contrasto con gli inverni recenti, non rappresenta un’anomalia climatica, ma piuttosto un ritorno a condizioni che hanno fatto parte a lungo della normalità invernale del territorio.



 

redazione

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