Archiviate le festività, la Fondazione Ospedale Cuneo inserisce il turbo per la realizzazione della nuova sala ibrida per il “Santa Croce”, uno dei tre grandi progetti in programma per il 2026.
Sono in corso i sopralluoghi e le visite per un'accurata selezione di quello che sarà il macchinario di ultima generazione che andrà a sostituire il precedente.

Un progetto ambizioso, riconosciuto anche dalla Fondazione Crc e da Intesa Sanpaolo che congiuntamente a suo favore hanno finanziato 1 milione di euro, che complessivamente vale quasi 3 milioni e comprende la relativa formazione, nonché una nuova organizzazione.
L'obiettivo è concludere questa prima fase selettiva entro la metà di febbraio per poi passare a quella progettuale dei lavori di adeguamento dei locali e infine concludere con la messa a terra.
I primi due mesi dell'anno dunque saranno impegnati a ultimare il tour di ricerca del sistema più innovativo ed evoluto ad altissima tecnologia. I mesi successivi saranno quindi dedicati alle opere di adeguamento dell'attuale sala ibrida per adattarla alle nuove esigenze e passare all'installazione e messa in funzione.
I componenti della Fondazione Ospedale Cuneo, insieme a quelli del Comitato tecnico scientifico e a una delegazione di professionisti, si stanno muovendo in modo coordinato e sistemico per giungere alla scelta definitiva dell'apparecchiatura che risponda ai requisiti attesi di massima evoluzione tecnologica e conoscere nel dettaglio benefici e vantaggi.
“Stiamo accelerando – spiega Silvia Merlo, presidente della Fondazione Ospedale Cuneo - per cercare la soluzione tecnica migliore e più evoluta. Ormai le tecnologie sono estremamente avanzate e performanti e la scelta sarà anche progettuale, in base al macchinario si dovrà pianificare come adattare l'attuale sala ibrida con lavori mirati di rinforzo strutturale e adeguamento degli impianti.
Siamo partiti dal forte coinvolgimento degli stessi medici e si sta operando in un clima di massima collaborazione per il miglior interesse collettivo e con una volontà progettuale ammirevole”.
L'evoluzione digitale negli ultimi dieci anni, con la disponibilità di immagini ad alta definizione e con l'introduzione dell'intelligenza artificiale in campo sanitario, ad esempio, hanno reso disponibili nuovi alleati per interventi sempre meno invasivi. Supportati da diversi sistemi in contatto tra loro in tempo reale, diretti dal professionista formato, si prestano a un progresso senza precedenti sui tempi, sulla resa, sull'esito, sulla minimizzazione dei rischi, sul recupero post operatorio del paziente.
Ma se la tecnologia di altissima qualità ha certamente un effetto positivo sui pazienti, rappresenta allo stesso modo uno stimolo gratificante per i professionisti.
“La sostituzione di questa apparecchiatura – aggiunge Merlo - diventa oltre che più sicura, anche una spinta motivazionale per i medici, che si lega alla formazione a cui la Fondazione mira con l'altro progetto del Tomasini Campus e diventa così un circolo virtuoso che ricade positivamente su tutta la cittadinanza”.
La nuova sala ibrida in questo modo si candida ancora una volta a rappresentare una svolta per l'ospedale hub di Cuneo, tra i più innovativi d'Italia.
“Sono convinta – conclude la presidente della Fondazione Ospedale Cuneo, Silvia Merlo - che chi ci ha sostenuto, come la Fondazione Crc e Intesa Sanpaolo, saranno molto contenti perché è un progetto vero e concreto nella direzione ospedale-paziente. L'investimento vale la pena”.















