Va da moderato (2° livello di una scala di cinque) a marcato (3° livello) il grado di pericolo prescritto dal bollettino valanghe diramato per oggi, domenica 4 gennaio, da Arpa Piemonte.
L’allerta più grave nella nostra provincia riguarda le valli Stura, Maira e Grana, Varaita e Po; nel Torinese le alte valli Susa e Chisone, le valli Germanasca e Pellice. Interessate anche le Alpi Graie di confine.
I nuovi e i vecchi accumuli di neve ventata devono essere valutati con attenzione e per lo più alle quote medie e alte.
In proposito si spiega che, "con vento forte proveniente dai quadranti occidentali negli ultimi giorni si sono formati insidiosi accumuli di neve ventata". "Gli ultimi accumuli di neve ventata sono piuttosto grandi e in parte instabili. I punti pericolosi si trovano nelle zone in prossimità delle creste come pure nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza. Soprattutto sui pendii ombreggiati ripidi le valanghe possono subire un distacco nella neve vecchia e, a livello isolato, raggiungere grandi dimensioni. Già un singolo appassionato di sport invernali può in alcuni punti provocare il distacco di valanghe. A livello isolato sono possibili distacchi a distanza".
"I rumori di 'whum' e la formazione di fessure quando si calpesta la coltre di neve – si ricorda – sono i tipici indizi di una debole struttura del manto nevoso. Le attività fuoripista richiedono esperienza nella valutazione del pericolo di valanghe e attenzione".
Con riguarda alla situazione del manto nevoso si dice che "negli ultimi giorni alle quote medie e alte si sono formati accumuli di neve ventata facilmente distaccabili. La neve fresca dell'ultima settimana si è legata specialmente sui pendii esposti al sole. Sui pendii ombreggiati, all'interno del manto di neve vecchia si trovano strati fragili a grani grossi. Nell'ultima settimana sono state distaccate in seguito al passaggio di persone alcune valanghe di neve asciutta a lastroni di piccole e medie dimensioni.
La tendenza per lunedì 5 gennaio è di "pericolo valanghe in diminuzione".

[La mappa del pericolo valanghe: in arancione le zone interessate dal rischio "marcato". In giallo quelle con rischio "moderato"]
MODERATO TRA MONREGALESE, VALLI GESSO E VERMENAGNA
Le valli del Monregalese insieme alle valli Gesso e Vermenagna sono invece le zone per le quali il grado di pericolo è "2 – moderato"
"I nuovi accumuli di neve ventata rappresentano la principale fonte di pericolo – scrivono i tecnici Arpa –. Con vento forte proveniente dai quadranti occidentali negli ultimi due giorni si sono formati accumuli di neve ventata in parte instabili. Gli accumuli di neve ventata possono subire un distacco provocato specialmente sui pendii molto ripidi ombreggiati e per lo più alle quote medie e alte. Ciò soprattutto nelle zone in prossimità delle creste, come pure nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza. Lungo il confine con la Francia, i punti pericolosi sono più frequenti e il pericolo superiore. Le valanghe possono in alcuni punti distaccarsi già in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali e raggiungere dimensioni medie".
"Evitare le zone con rotture da scivolamento" è la raccomandazione dei tecnici.
La tendenza per lunedì è stabile.

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