Un’intossicazione da stupefacenti, verosimilmente hashish, che l’animale potrebbe avere trovato tra qualche cespuglio e quindi ingerito.
Questa la diagnosi che i veterinari di un noto ambulatorio cuneese – il Brasher-Sclavo-Ghisu di via Momigliano – hanno emesso lo scorso 2 gennaio, dopo avere visitato un cane portato in studio dalla sua padrona, preoccupata dagli anomali sintomi che l’animale ha accusato al rientro dall’abituale sgambata mattutina al Parco della Resistenza.
Lì, nei pressi della "montagnola", quella femmina di bracco, razza da caccia dall’olfatto notoriamente sviluppato, si era soffermata ad annusare tra le siepi.
La cagnetta non si deve essere limitata ad annusare, però, se a distanza di qualche minuto, una volta a casa, ha iniziato a barcollare e comportarsi in maniera strana.
Comprensibile la preoccupazione della proprietaria che, temendo la possibilità di un avvelenamento, si è rivolta ai veterinari.
A visitare il cane la dottoressa Fabiola Baglio, non particolarmente stupita da una diagnosi che rientra in una casistica ampia, maturata in diversi anni di pratica a Cuneo e in altre città d’Italia. "Nella mia professione ho visto ormai numerosi casi come questo – conferma –. Va detto che per arrivare a tale conclusione non abbiamo effettuato uno specifico esame tossicologico, che quasi mai viene fatto in casi come questo. In genere ci si basa sulla valutazione clinica e sull’anamnesi, forti di una sintomatologia tipica: il cane aveva le pupille dilatate, barcollava, accusava sonnolenza e insieme iperreflessia, rispondeva in modo eccessivo al richiamo del padrone o al tocco della pelle. Insomma, presentava segni patognomonici tipici di un’intossicazione di questo tipo".
Cosa si fa in una simile evenienza?
"Se si fosse di fronte a un avvelenamento, con l’animale in stato comatoso, dovremmo ricorrere a uno specifico protocollo di pronto soccorso. In casi di intossicazione lieve, nelle quali il cane è comunque presente a sé stesso e non accusa eccessive difficoltà motorie, si ricorre a un po’ di fluidoterapia, alla somministrazione di liquidi per 'fare passare la sbornia’, ecco. I sintomi sono simili a quelli indotti dall’assunzione di alcol…".
Casi come questo non sono rari, quindi.
"Nella mia esperienza no. Quasi sempre accadono ad animali appartenenti a ragazzi, magari durante una serata 'particolare' organizzata dai loro padroncini. Oppure, come successo questa volta, sono animali che vengono portati in luoghi come i parchi pubblici, talvolta frequentati da persone che fanno uso o maneggiano sostanze".
Il cane ha quindi ingerito hashish?
"Verosimilmente. Tendenzialmente ci sono animali più diffidenti e altri che al contrario afferrano e mangiano qualsiasi cosa. Quel tipo di stupefacente ha un odore che evidentemente viene percepito come buono da alcuni cani. Taluni esemplari arrivano ad addentarlo e anche ingurgitarlo".
A distanza di alcune ore la cagnetta si è ripresa dalla involontaria sbornia. La sua padrona, passata la preoccupazione, si permette una considerazione legata anche ai rischi che una simile situazione può comportare: "Un cane può star male e può anche morire, ed è già gravissimo, ma se capitasse a un bambino?".





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