Uno dei più grandi ostacoli alla realizzazione del Tunnel del Tenda è sempre stato, ieri come oggi, l’acqua. Le numerose sorgenti presenti nella montagna sovrastante hanno rappresentato una criticità già nella vecchia canna, costruita alla fine dell’Ottocento, e continuano a esserlo anche nella nuova infrastruttura appena entrata in funzione.
La storia recente lo ricorda con chiarezza. Durante la drammatica alluvione causata dalla Tempesta Alex nell’ottobre 2020, la galleria – in particolare sul versante francese – si trasformò in un enorme contenitore d’acqua. Dopo ore di piogge intensissime, le infiltrazioni cominciarono a scendere da pareti e volta, allagando completamente il tunnel.
Gli stessi problemi sono emersi, più volte, anche nel corso dell’interminabile serie di lavori per la costruzione della nuova canna, spesso rallentati proprio dalla presenza dell’acqua.
Inaugurata ufficialmente il 30 giugno scorso, la nuova galleria del Tenda appare oggi, agli occhi di chi la percorre, come un vero gioiello se paragonata al vetusto passaggio storico. Moderna, funzionale, finalmente restituita alla piena fruibilità, anche se sempre a senso unico alternato. Ma non è tutto oro quel che luccica.
Nella giornata di ieri, domenica 4 gennaio, un nostro lettore ci ha inviato immagini riprese durante il transito dalla Francia verso l’Italia. Dal filmato si nota chiaramente come, poche centinaia di metri dopo l’imbocco francese – dunque ancora una volta in territorio transalpino – dalla volta della nuovissima galleria siano già visibili le prime infiltrazioni d’acqua.
Resta da chiarire l’origine del fenomeno. Difficile attribuirlo allo scioglimento della neve in quota: le temperature di questi giorni sono particolarmente basse e, in ogni caso, un’infiltrazione riconducibile a tale causa sarebbe piuttosto insolita. Più plausibile, ancora una volta, la presenza di una delle “solite” sorgenti che potrebbe essersi fatta strada nell’intercapedine della volta.
Il dato oggettivo è che, a soli sei mesi dall’apertura, si registra già la prima “colata” d’acqua all’interno del tunnel. Nulla che desti preoccupazioni immediate sotto il profilo della sicurezza, sia chiaro.
Tuttavia, considerando i costi imponenti dell’opera e la lunga gestazione che l’ha accompagnata, sarebbe quanto meno doveroso approfondire le cause di queste infiltrazioni. Perché l’acqua al Tenda non è mai stata una sorpresa, ma proprio per questo forse meritava, una volta per tutte, una risposta definitiva.





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