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Viabilità | 16 aprile 2024, 17:05

Viabilità e ferrovie: stato dell'arte impietoso per quasi tutte le infrastrutture attese in Granda

Semaforo verde solo per l'autostrada A33 Asti-Cuneo, nei dati dell'Osservatorio territoriale infrastrutturale di Confindustria Piemonte e Unioncamere

Lavori per l'autostrada A33 Asti-Cuneo

Lavori per l'autostrada A33 Asti-Cuneo

Sono ben 69 le opere monitorate, tra il 2023 e il 2024, da Confindustria Piemonte e Unioncamere in collaborazione con la Regione Piemonte. L'esito è diventato materia, come ogni anno, dell'Osservatorio territoriale infrastrutturale, noto anche come OTI. 

Sono tutte infrastrutture che le imprese ritengono necessarie alla loro crescita, non cattedrali nel deserto. 

Per quanto riguarda la nostra provincia, le opere sono sempre le stesse, segno che nessuna, nell'ultimo anno, è stata conclusa. Qualcuna, a dire il vero, non è nemmeno mai cominciata o, peggio, progettata.

FERROVIE

Per quanto riguarda i collegamenti con l’aeroporto di Cuneo Levaldigi, si segnalano avanzamenti lato ferrovia sulla linea Fossano- Cuneo in cui si stanno realizzando interventi di potenziamento infrastrutturale. È, infatti, in corso una seconda fase di lavori che prevede la soppressione di tre passaggi a livello. Inoltre, RFI sta potenziando la tratta per la riclassificazione della massa assiale a 22,5 t/asse, compatibile con gli standard europei per il traffico merci. Per consentire questo potenziamento infrastrutturale RFI ha programmato diverse interruzioni della circolazione sulla tratta dal 2023 al 2025, perché è necessario intervenire alle opere d’arte lungo la linea (ponti, ponticelli, sottopassi, ecc.), affinché siano adeguati al nuovo carico dei treni merci, in analogia a quanto già realizzato nella tratta Trofarello-Fossano negli anni precedenti.

Dal 25 aprile al 1° maggio, proprio nell'ambito di questi lavori, sarà sospesa la circolazione ferroviaria tra Cuneo e Fossano, con bus sostitutivi.

Il 27 luglio 2023 è stato presentato il piano strategico per il rilancio dell’aeroporto di Levaldigi, che prevede tra l’altro l’interscambio tra lo scalo e la ferrovia Cuneo-Torino. Una project review del raddoppio della tratta sarà possibile a seguito della definizione da parte della Regione Piemonte del modello di esercizio atteso. I costi complessivi ammontano a circa 92 milioni di euro.

L’Aggiornamento 2020-2021 del Contratto di Programma 2017-2021 Mit-Rfi include le seguenti opere:

gli interventi nella stazione di Centallo e la progettazione del raddoppio con un finanziamento di 15,49 milioni di euro;

soppressione degli ultimi 3 PPLL nel comune di Centallo stimati in 23,4 M €, di cui finanziati 21,5 M €;

il raddoppio della tratta Fossano-Madonna dell’Olmo: i costi ammonterebbero a 76,53 milioni di euro, interamente da reperirsi. Del costo complessivo 15 mln sono stati spesi per il raddoppio di un tratto di 2,5 km nell’area di stazione Centallo (stanziati da Rfi) e 21,5 mln sono disponibili per la soppressione dei PPLL nel comune di Centallo.

In merito ai progetti di sviluppo della rete ferroviaria, connessi e a supporto dell’operatività dei nodi logistici, il quadro è il seguente.

Con l’avvio dell’operatività del terminal portacontainer di Vado Ligure, nel dicembre 2019, le Regioni Piemonte e Liguria hanno deciso di investire nel potenziamento della linea ferroviaria Torino- Fossano- Mondovì- Savona e in particolare sulla tratta Fossano – San Giuseppe di Cairo.

A seguito di un protocollo di intesa sottoscritto a giugno 2022, è in corso un gruppo di lavoro composto dalle due regioni, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e RFI, che ha come obiettivo la definizione della domanda potenziale su ferro e il Quadro Esigenziale (atteso per marzo 2024) destinato ad essere input per uno sviluppo di un successivo Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP).

RFI ha terminato l’adeguamento a massa assiale D4 (22,5 t/asse) per la tratta Trofarello- Fossano (del valore di 7,2 milioni di euro), così da consentire il transito ai treni merci con il massimo carico ammesso in Europa. Mentre la tratta Torino-Trofarello era già adeguata, la tratta sino a S. Giuseppe di Cairo è prevista in completamento entro il 2030. Infine, la tratta sino a Savona sarà realizzata in coerenza con gli esiti del gruppo di lavoro citato in precedenza. L’adeguamento prestazionale richiede una verifica di tutte le opere d’arte lungo la linea (ponti, sottopassi, ecc.) ed eventuali rinforzi per sostenere l’incremento di carico.  

VIABILITA'

La Variante di Demonte e il traforo Armo-Cantarana, che nel corso del 2022 erano risultati fermi, nel 2023 hanno visto uno sblocco.

Per la Variante di Demonte è stato approvato, a settembre 2023, un emendamento nell’ambito del decreto legge ASSET per l’individuazione di un commissario straordinario che è stato nominato a marzo 2024 con l'obiettivo di favorire la soluzione e la velocizzazione per la realizzazione dell'opera. È stata anche data la garanzia delle risorse, che rispetto ai 50 milioni già stanziati dall’Anas andranno aggiornate al rialzo (+30-40%) per coprire i rincari delle materie prime nel settore edilizio. La fase realizzativa dell’opera è finanziata nell’ambito del prossimo aggiornamento del Contratto di programma stipulato con Anas per gli investimenti sulla rete stradale di interesse nazionale. Un passaggio fondamentale, richiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze, affinché i fondi siano immediatamente previsti in questa legge di bilancio. La Commissione Europea ha però richiesto una compensazione dell’opera per un intervento indiretto sul Sito di interesse comunitario (Sic), cioè una modifica del percorso nel tratto dopo il Castello che attraversa il torrente Kant e va a ricongiungersi con la statale 21 del Colle della Maddalena, oltre l’abitato di Demonte. Il completamento della progettazione definitiva e l’avvio delle procedure approvative erano previsti entro la fine del 2023 con l’obiettivo di appaltare l’opera nel 2024.

Per il traforo Armo-Cantarana a dicembre del 2023 l’opera è stata inserita, sia dalla Regione Piemonte che dalla Liguria, tra le priorità della programmazione presentate ad ANAS. Il Presidente della Regione Piemonte, Cirio, e l’Assessore regionale alle infrastrutture, Gabusi, hanno dichiarato che la progettazione inizierà entro la fine del 2024 con una previsione di inizio lavori nel 2026. Resta da sciogliere il nodo dei finanziamenti: l’intervento viene quantificato in 440 milioni (lievitati rispetto ai 304 stimati in era pre-Covid); trovate le risorse bisognerà poi fare i conti con i tempi di realizzazione: nel 2020 venivano calcolati in poco più di tre anni, secondo una ottimistica stima. Tempi che comunque non escluderebbero una soluzione alternativa al traffico della SS28.

Nel cuneese semaforo verde per l’autostrada A33 Asti-Cuneo.

L’infrastruttura ha una lunghezza complessiva di 90 km e si divide in due tronchi, interconnessi tra loro da un tratto della A6 Torino-Savona: il 1° tronco, costituito da n. 5 lotti, di lunghezza complessiva pari a 32 km, è compreso tra lo svincolo di Massimini (sull’autostrada A6 Torino-Savona) e Cuneo; il 2° tronco, costituito da n. 10 lotti, di lunghezza complessiva pari a 58 km è compreso tra lo svincolo di Marene (sull’autostrada A6 Torino-Savona) e lo svincolo di Asti est (sull’autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia). Il 1° tronco è stato concluso mentre sul 2° restano da completare la tratta Cherasco- Alba (lotto 2.6) e l’adeguamento della tangenziale di Alba alle caratteristiche autostradali.

Il lotto 2.6 è, a sua volta, ripartito in due lotti: lotto 2.6A Verduno-Cherasco; lotto 2.6B Roddi-Verduno. Il 3 aprile 2023 è stato ultimato e aperto al traffico il lotto 2.6B di collegamento tra la tangenziale di Alba allo svincolo di Alba Ovest collegando in modo diretto l'ospedale di Verduno. All’inaugurazione era presente anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. In questa occasione, il Ministro ha comunicato che il Ministero della Cultura ha dato parere favorevole con 31 prescrizioni al completamento dell'ultimo lotto dell’autostrada ed il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha evidenziato che il tracciato viene mantenuto nella sua configurazione esterna seppure con giuste e doverose prescrizioni. Il 20 aprile 2023, con la firma dei Ministeri dell’Ambiente e della Cultura al decreto di VIA, si è concluso l’iter autorizzativo per la realizzazione dell’ultimo lotto. Dal 1° giugno ha aperto interamente al traffico la seconda carreggiata dell’autostrada Asti- Cuneo nel tratto tra Roddi e Verduno, rendendola percorribile su due corsie per senso di marcia. Ad ottobre 2023, è arrivato il nullaosta del Ministero della Cultura che certifica l’ottemperanza di tutte le 31 prescrizioni presenti nel decreto di VIA, dando il via libera al cantiere dell’ultimo lotto. Il cantiere 2.6.A prevede la realizzazione degli ultimi 5 km dell’autostrada da Verduno a Cherasco in continuità, come previsto, con quelli già conclusi del lotto II.6.B.

Secondo quanto annunciato, la tangenziale di Alba continuerà ad essere gratuita e percorribile liberamente tra Baraccone di Castagnito e Cantina Roddi. Gratuita anche l’uscita per l’ospedale di Verduno, attraverso un meccanismo di portale intelligente che cancella il pagamento per le auto dirette all’ospedale. Approvato anche il pacchetto di opere complementari alla realizzazione dell’ultimo lotto per un valore di oltre 40 milioni di euro.

Per quanto riguarda Alba, un secondo pacchetto di opere complementari, tra cui la tangenziale est, sarà collegato ai lavori di adeguamento della tangenziale di Alba, che sarà definito all’interno della conferenza dei servizi di quell’intervento che si terrà nel 2024. Il completamento dell’intera opera è previsto per il 2024.

Inoltre la Regione ha chiesto al MIT di poter adottare per l’autostrada una nuova denominazione: la nuova infrastruttura si chiamerà “Autostrada del Tartufo” in onore del frutto più prezioso dei territori di Monferrato, Roero e Langhe.

Nel cuneese lavori a rilento, con nuove demolizioni e ricostruzioni, per il completamento della tangenziale di Fossano: a marzo 2023 si sono concluse le operazioni di varo del viadotto Villafalletto con il posizionamento delle tre campate che costituiscono l’asse del viadotto. Proseguono inoltre gli allestimenti delle quattordici campate del viadotto La Reale varate a novembre scorso e delle tre campate del viadotto Levaldigi varate a fine gennaio 2023. È in via di programmazione il varo delle cinque campate che costituiscono le rampe dello svincolo della Reale i cui impalcati metallici sono già stati assemblati nelle aree di cantiere.

Concludiamo con una delle opere più attese: proseguono con grande ritardo i lavori del tunnel stradale del Colle di Tenda. Ripresi a novembre 2021 sul lato italiano e ad aprile 2022 sul lato francese, in seguito alla sospensione causata dalla tempesta di ottobre 2020, che ha causato il crollo del tratto di strada che si trova all’uscita del traforo in Francia - proseguono sia sul versante francese che su quello italiano.

A luglio 2023 è stato infranto l’ultimo diaframma della nuova galleria. Conclusa questa prima fase, potranno partire i lavori di adeguamento del traforo storico. Nel frattempo, si è in attesa dell’apertura del nuovo tunnel in “modalità cantiere”, che permetterebbe un transito contingentato mentre il cantiere è ancora aperto.

A gennaio 2024, il Presidente Cirio ha incaricato il Politecnico di Torino di redigere uno studio in grado di scongiurare l’obbligo del senso di marcia alternato una volta che il tunnel sarà aperto alla circolazione. Poi, entro l’estate 2024, a lavori terminati, la circolazione sarà comunque consentita a senso unico alternato con inevitabili lunghe attese per il via libera, e solo quando sarà riammodernato il vecchio tunnel la circolazione sarà davvero normalizzata.

Per quanto riguarda le opere da realizzare, sono da iniziare i lavori di messa in opera e in sicurezza del nuovo tunnel, senza dimenticare l’avvio dei lavori, ancora da fissare, per il recupero della vecchia galleria, e devono essere realizzati 13 by-pass che dovranno collegare le due canne.

Il 6 ottobre 2023 la società Edilmaco, appaltatrice dell’opera, a fronte di un importo complessivo di 255 milioni di euro, lievitato per l’aumento dei costi di quasi 50 milioni rispetto al preventivo iniziale, ha garantito il:

completamento rivestimenti definitivi nuova galleria direzione Francia e completamento assemblaggio ponte di scavalco del Rio della Cà: entro il 31 dicembre 2023;

completamento di entrambe le deviazioni degli imbocchi della galleria storica e di nuova realizzazione lato Francia: entro il 30 aprile 2024;

completamento di tutti i lavori finalizzati al ripristino della circolazione del collegamento internazionale: entro giugno 2024;

termine di tutti i lavori contrattuali: entro giugno 2025.

Inoltre il Viceministro del Mit, Edoardo Rixi, in occasione della Conferenza intergovernativa a Roma ad ottobre 2023 ha dichiarato che serviranno altri 80-100 milioni (per il 58% a carico dell’Italia e il 42% a carico della Francia) per realizzare i lavori di adeguamento nel vecchio tunnel con una previsione di fine lavori in autunno 2026.

Barbara Simonelli

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