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Attualità | 11 maggio 2023, 18:24

Alba, sulla medaglia trafugata indagini in corso a partire dalle immagini della videosorveglianza

Tra i messaggi di condanna quelli del presidente provinciale Luca Robaldo e del presidente del Comitato Resistenza e Costituzione Daniele Valle

Lunedì in municipio la scoperta dell'incresciosa sparizione

Lunedì in municipio la scoperta dell'incresciosa sparizione

Un gesto "gravissimo", "inaudito", un sacrilegio civile commesso da soggetti che potrebbero persino non avere precisa contezza dell’alto valore simbolico contenuto in quell’oggetto: una medaglia dalle dimensioni di poco superiori a quelli di una moneta da 2 euro e dal valore economico risibile, se paragonato allo sfregio commesso in danno di una comunità che, dal novembre 1949, da quando il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi la appuntò sul gonfalone della città con una cerimonia tenuta nell’allora piazza Savona, a quell’onorificenza civile ricollega il sacrificio di quanti su queste colline persero la vita combattendo per la libertà nella buia stagione del nazifascismo.

Sono unanimi le dichiarazioni di condanna del furto perpetrato nel municipio di Alba a ridosso dell’ultimo fine settimana, verosimilmente tra la serata di venerdì e le prime ore di sabato mattina, e reso noto oggi, giovedì 11 maggio, dall’Amministrazione albese, mentre proseguono le indagini che il locale Comando dei Carabinieri ha avviato in collaborazione con la Polizia Locale albese a partire da lunedì, 8 maggio. Da quando cioè, con la ripresa dal lavoro del fine settimana, il furto è stato scoperto.

Solamente in quel momento infatti ci si è resi conto che il quadretto da 40 centimetri per 30 contenente l’attestato di conferimento non era più al suo posto, appeso al muro retrostante la scrivania del sindaco nell’ufficio al primo piano del palazzo comunale. Un locale collegato alla sala del Consiglio, le finestre affacciate su piazza Duomo, facilmente accessibile nelle ore di chiusura del palazzo. E che, soprattutto, la medaglietta contenuta al suo interno era stata sfilata dal nastrino blu che la ornava e quindi trafugata.

Massimo il riserbo sulle indagini volte a individuare i responsabili di un furto in merito al quale al momento non verrebbe esclusa alcuna pista, anche se l’ipotesi più probabile rimanda a un fatto collegabile alla criminalità comune.

Un’ipotesi che se possibile rende ancor più difficile risalire ai responsabili considerata soprattutto la natura dell’oggetto rubato: di piccole dimensioni, quindi agevolmente occultabile e trasportabile, facilmente oggetto di ricettazione a dispetto di un valore che, si diceva, potrebbe corrispondere a una manciata di euro.

Si segue ogni traccia, dunque, e soprattutto, dopo i rilievi di rito effettuati all'interno di quei locali, si visionano le immagini della video-sorveglianza presenti all’esterno e agli ingressi dell’edificio, il cui interno è invece privo di allarmi o altri sistemi di sicurezza.

"Gli sforzi sono massimi. Stiamo compiendo molteplici attività nella speranza di individuare i responsabili e soprattutto ritrovare un oggetto dall’altissimo valore simbolico per la città e le istituzioni", si limita a commentare il comandante del locale Comando Carabinieri, capitano Giovanni Ronchi.

PAROLE DI CONDANNA

Intanto dalla politica cittadina e non solo si manifesta il disappunto per l’accaduto con un unanime coro di condanna. Alle parole del sindaco Carlo Bo, del governatore Alberto Cirio, dell’ex sindaco e ora consigliere regionale Maurizio Marello e del gruppo Uniti per Alba nel pomeriggio si è aggiunta quella del presidente provinciale Luca Robaldo: "Come rappresentante di un ente anch’esso decorato nel 2004 con medaglia d’oro al valor civile, vivo con particolare rammarico la notizia di questo gesto senza senso e quanto mai grave. Quella medaglia è d’oro perché è un simbolo alla memoria del sacrificio di tante persone che hanno dato la loro vita per assicurare alla nostra terra un futuro di libertà che non deve essere calpestato, né vilipeso. Esprimo solidarietà al collega sindaco e a tutta la città”.

Toni analoghi da Daniele Valle, vicepresidente del Consiglio regionale e presidente Comitato Resistenza e Costituzione, che parla di "offesa al sangue resistente che è stato versato tra quelle colline. È un’offesa agli uomini e alle donne che allora scelsero la parte giusta della storia, contribuendo col loro coraggio e il loro sacrificio a fondare la Repubblica e a scrivere i principi della nostra Costituzione. Quella Costituzione che venne anticipata, come ha ricordato il nostro Presidente, nelle Repubbliche partigiane, a cominciare da quella di Alba. Un gesto infame che ancora una volta conferma l’assoluta necessità di non arretrare nel nostro impegno istituzionale, culturale ed educativo per affermare i valori della lotta di Liberazione".

Non si è fatta attendere la reazione della maggioranza consiliare cittadina: "I gruppi di maggioranza esprimono con forza il loro sgomento alla notizia del furto della Medaglia d’Oro al Valor Militare - si legge in una nota diffusa - "Si tratta di un gesto gravissimo che, seppur privo di valenza economica, riteniamo costituisca uno sfregio imperdonabile alla Città di Alba e alla memoria partigiana. La medaglia, ormai da 73 anni, è il simbolo di un periodo fondamentale della storia cittadina e di Langhe e Roero, una terra che “cosciente del sacrificio, fiera nella resistenza durante lunghi mesi di lotta, superbamente confermava il retaggio delle centenarie tradizioni di valore guerriero”. Così recita il decreto firmato dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi che il 13 novembre 1949 appose la medaglia al gonfalone della Città, in una cerimonia solenne nell’allora piazza Savona".

La nota termina con la dura condanna dell'atto: "Il vergognoso gesto non oscura in alcun modo i valori incarnati dalla medaglia, frutto di sacrifici di donne e uomini della nostra terra e dell’Italia tutta, che non verranno mai dimenticati e neanche offusca il valore dell’onorificenza conferita alla nostra città, per sempre Medaglia d’Oro al Valor Militare. Abbiamo piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine che stanno indagando con il massimo impegno su quanto avvenuto, con la speranza che chi ha compiuto questo ignobile gesto sia identificato prima possibile e la medaglia torni nella sua sede naturale".

Ezio Massucco

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