La Fondazione Mirafiore prosegue il calendario della XVI edizione del Laboratorio di Resistenza Permanente, quest’anno dedicata al tema #partecipazione, con due appuntamenti consecutivi.
Venerdì 20 marzo alle ore 19.00 sarà ospite Walter Veltroni con l’incontro Esiste ancora una comunità?. In un’epoca segnata da solitudini crescenti, fratture sociali, polarizzazioni e da un diffuso senso di smarrimento, la domanda sul significato dello stare insieme torna ad assumere un valore centrale. Scrittore, giornalista, regista, già sindaco di Roma e protagonista della vita pubblica e politica italiana degli ultimi decenni, Veltroni ha spesso raccontato nei suoi libri e nei suoi interventi il mutare del nostro Paese, osservandone le trasformazioni culturali e sociali, le fragilità ma anche le straordinarie possibilità.
Il dialogo alla Fondazione Mirafiore partirà proprio da questi temi per interrogarsi sul destino dei legami collettivi, sul ruolo delle città, sul rapporto tra memoria e futuro e sulla necessità di ricostruire spazi di cooperazione, responsabilità condivisa e partecipazione civica. Un incontro che si inserisce pienamente nel filo rosso della stagione della Fondazione e che invita a riflettere su una domanda che riguarda tutti: se e come sia ancora possibile sentirsi parte di una comunità.
Il giorno successivo, sabato 21 marzo alle ore 18.30, la Fondazione Mirafiore accoglierà Piero Marrazzo con l’incontro Guardarsi negli occhi, occasione per presentare il suo ultimo libro Storia senza eroi pubblicato da Marsilio. Giornalista, conduttore televisivo ed ex presidente della Regione Lazio, Marrazzo intreccia in questo lavoro autobiografia e storia collettiva, trasformando una vicenda personale in un racconto che riguarda un’intera comunità. Tutto prende avvio da via Gradoli a Roma, luogo ricorrente nella storia politica italiana, segnato da eventi e misteri che attraversano decenni di vita pubblica e che nel 2009 diventa anche lo scenario della vicenda che interrompe bruscamente la sua carriera politica.

Da quell’episodio si sviluppa una narrazione che scava nelle radici familiari e nella memoria, ricostruendo la storia della madre Gina e quella del padre Joe, giornalista rigoroso e appassionato, tra matrimoni nascosti, diritti negati, rapporti con la mafia, segreti e silenzi tramandati nel tempo. Ne nasce un racconto che va oltre la cronaca e diventa una riflessione sul peso della memoria, sulla possibilità del riscatto e sulla necessità di confrontarsi con le proprie fragilità. L’incontro sarà l’occasione per ascoltare dalla voce dell’autore un percorso umano e narrativo che attraversa la storia privata e quella pubblica, mostrando come anche le vicende più intime possano trasformarsi in chiave di lettura collettiva del nostro tempo.














