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Cronaca | 04 novembre 2026, 12:22

Truffe aggravate agli anziani nel Cuneese, a processo un 53enne: simulavano incidenti dei parenti per farsi consegnare i soldi

Dal finto maresciallo al finto avvocato alla porta per incassare contanti e gioielli: ricostruito in aula il modus operandi della banda

Immagine di repertorio

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L’allarme al telefono, il panico per un parente che rischia il carcere e poi l’arrivo a casa del finto avvocato pronto a incassare contanti e monili d'oro. È la classica trama della truffa del finto incidente, arrivata ieri sui banchi del Tribunale di Cuneo, davanti al giudice monocratico Elisabetta Meinardi. A processo c’è M.S., 53enne originario di Napoli, imputato per truffa aggravata. I fatti contestati dalla Procura, rappresentata dal pm Davide Fontana risalgono al periodo compreso tra la fine del 2023 e i primi mesi del 2024, con episodi messi a segno presumibilmente tra Borgo San Dalmazzo, Busca, Centallo e Caraglio.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'imputato non si muoveva da solo ma con una rete di complici, le cui posizioni non sono presenti in questo processo. Il copione era ben rodato: al telefono qualcuno si spacciava per un maresciallo dei carabinieri e raccontava alla vittima di turno che un figlio o un nipote aveva appena causato un gravissimo incidente stradale. L'unico modo per evitargli le manette, sosteneva il finto militare, era versare subito una "cauzione". Questione di minuti e alla porta di casa si presentava il finto avvocato ad arginare l'emergenza.

Quattro i colpi finiti nel capo d'imputazione. Si parte dal 14 dicembre 2023, quando tra Borgo e Centallo sono spariti prima 33mila euro più diversi gioielli da casa di una donna e, poco dopo, un orologio da 6mila euro assieme a 240 euro in contanti da un'altra abitazione. Il 19 febbraio 2024 la scena si è ripetuta a Busca, dove sono stati portati via 2mila euro ed effetti personali. L'escalation si è fermata il giorno seguente, 20 febbraio, a Caraglio: incassati 4.160 euro da un anziano, il cinquantatreenne, però è stato bloccato dai carabinieri in flagranza di reato.

Proprio in aula ieri si è registrato il racconto di un 84enne della zona, che ha ripercorso quei momenti concitati. L'uomo ha spiegato di essere stato chiamato dalla sorella 90enne, terrorizzata, dopo che uno sconosciuto le aveva ventilato l'arresto imminente della figlia, accusata di aver investito una donna a Savigliano. 

Per "salvarla" servivano 25mila euro. Il fratello, cercato dalla donna per fare da tramite, aveva provato a parlare direttamente col "maresciallo", sentendosi dire che da lì a poco sarebbe arrivato un legale a ritirare la somma. Fortunatamente passava proprio in quella zona una pattuglia di carabinieri di passaggio, che ha notato i movimenti strani intorno all'abitazione e ha fermato l'uomo con ancora i soldi addosso prima che potesse allontanarsi.

Il dibattimento andrà avanti nelle prossime settimane: per il 17 novembre è prevista la chiusura dell'istruttoria.

Angela Panzera

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