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Politica | 01 novembre 2026, 10:09

Stefania Dalmasso, la sindaca di Piasco che il Pd vuole portare in Consiglio provinciale

Il centrosinistra l’ha individuata come competitor di Silvano Dovetta, sindaco di Venasca, consigliere provinciale uscente del Patto Civico e presidente dell’Unione montana Valle Varaita, nonostante Piasco faccia parte della maggioranza dell’ente valligiano

Stefania Dalmasso, sindaca di Piasco

Stefania Dalmasso, sindaca di Piasco

La valle Varaita potrebbe tornare ad avere – il condizionale è ’obbligo perché legato ai consensi che ne determineranno o meno l’elezione – due consiglieri provinciali.

In questi ultimi giorni, mentre ancora si discute se l’elezione del nuovo Consiglio provinciale avverrà su liste contrapposte o con una lista unitaria, si parla con insistenza della possibile candidatura della sindaca di Piasco, Stefania Dalmasso, nella formazione di centro sinistra “La Nostra Provincia”.

È la stessa interessata a non smentire l’indiscrezione.

“Per il momento – spiega - posso solo confermare che vi sono stati contatti e che mi è stata prospettata una candidatura a consigliera provinciale. Da parte mia il tema è oggetto di riflessione”.

Regista dell’operazione il consigliere regionale Pd saluzzese Mauro Calderoni, l’uomo che conduce le trattative per conto del partito e che ha in mano la composizione della squadra.

La notizia è curiosa perché, al di là delle differenti posizioni politiche, la valle avrebbe due consiglieri provinciali, sindaci di due Comuni confinanti che distano una manciata di chilometri l’uno dall’altro.

In pista resta infatti il veterano per eccellenza della Provincia, Silvano Dovetta, sindaco di Venasca, presidente dell’Unione montana Valle Varaita, consigliere provinciale uscente e ricandidato nelle fila del Patto Civico (il gruppo del presidente Luca Robaldo).

Dalmasso, in un territorio dove gli amministratori sono pressochè tutti legati all’assessore regionale Marco Gallo, potrebbe contare sul voto dei consiglieri di minoranza della valle (non tutti) ma soprattutto – questa la garanzia offerta da Calderoni - della maggioranza di “Insieme si può” di Saluzzo.

Una candidatura, quella di Dalmasso, che il consigliere regionale Pd vuole mettere in campo per arginare Dovetta, nonostante Piasco faccia parte della maggioranza e abbia un proprio rappresentante nella giunta dell’Unione montana.

La politica di questi tempi non è lineare e la valle non fa eccezione. 
In verità, non sarebbe la prima volta che la valle annovera più rappresentanti in amministrazione provinciale.

In passato, per 15 anni, dal 1970 al 1985, erano stati due i consiglieri provinciali eletti: Adelmo Crosetto (Dc) e Marcello Garino (Psi), entrambi verzuolesi.
Successivamente dal 1985 al 1990, Mario Isoardi (Dc) e Marco Carpani (Psi), il primo sempre verzuolese, il secondo rossanese (anche col ruolo di assessore).

Per un breve periodo, erano stati addirittura tre i consiglieri della valle; a questi ultimi due, dal 1988 al 1989, si era aggiunto l’ex sindaco di Frassino Dino Matteodo, rappresentante della lista Verde-Occitani.
  
Va tuttavia ricordato che fino al 2014, anno in cui è entrata in vigore la legge Del Rio che ha trasformato la Provincia in ente di secondo livello, l’assemblea provinciale era composta da 30 elementi e non com’è oggi da soli 12.

Inoltre, particolare non secondario, l’elezione era “diretta”, avveniva cioè col voto dei cittadini tramite i collegi elettorali provinciali.

Quello della Valle Varaita comprendeva tutti i Comuni valligiani, Verzuolo e Costigliole compresi.

Giampaolo Testa

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