"Qui c'è una criminalità finanziaria importante. Si evadono, ove possibile, le tasse. È un aspetto di cui non si parla mai".
A dichiararlo Onelio Dodero, procuratore capo in reggenza presso la Procura di Cuneo, nel corso della lunga intervista rilasciata a TargatoCn nei giorni scorsi. LEGGI QUI
Dodero, alla domanda su quale fosse la criminalità più diffusa nel territorio cuneese, non ha avuto dubbi. Quella economica e tributaria. Si tratta di uno degli aspetti sui quali la Procura lavora maggiormente.
"Abbiamo accelerato su questi reati con importanti risultati, recuperando milioni di euro per l'erario. L'imprenditore non vuole andare in carcere e quindi restituisce quanto dovuto, tramite un accordo con l'Agenzia delle Entrate".
"Sono reati che danneggiano la collettività. L'evasione toglie soldi ai servizi, è un reato che crea un gravissimo danno sociale".
Il bilancio degli ultimi 17 mesi è significativo nell’ambito dei procedimenti penali per reati economici, tributari e societari. E comprende frodi Iva nel settore della macellazione fino al traffico telefonico VoIP e ai ricavi nascosti nei comparti sanitario e caseario.
Sono ben 18,7 i milioni di euro tra somme sequestrate, versamenti effettuati e procedure di recupero ancora in corso.
Un quadro che restituisce la dimensione economica delle indagini condotte sul territorio, con interventi che hanno interessato diversi settori produttivi e attività imprenditoriali.
Tra le voci più rilevanti figura una truffa legata ai super bonus, per la quale risultano sequestrati 5 milioni di euro. Altri 500 mila euro sono stati versati nell’ambito di un procedimento per reati fiscali e societari.
Particolarmente consistente il capitolo delle frodi Iva.
Un’operazione relativa alla somministrazione illecita di personale nel settore della macellazione ha portato al recupero di 6,8 milioni di euro, indicati come totalmente versati. A questi si aggiungono due distinti procedimenti riguardanti il traffico telefonico VoIP: nel primo sono stati versati 900 mila euro, nel secondo 3,3 milioni.
Un altro filone investigativo riguarda i ricavi occultati. Nel settore caseario sono stati recuperati 835 mila euro, mentre per un ulteriore procedimento risultano 875 mila euro con pagamenti ancora in corso.
Anche il comparto sanitario compare più volte.
Le somme indicate ammontano complessivamente a 508 mila euro, distribuite tra diversi procedimenti: 247 mila euro con pagamento rateale in corso, 60 mila euro con procedimento ancora aperto e ulteriori importi, compresi tra 8 mila e 128 mila euro, già interamente versati.
Numeri che evidenziano l’ampiezza degli interventi sul fronte della criminalità economica e fiscale: dalle frodi sull’Iva alle irregolarità societarie, fino all’occultamento di ricavi, con un’attività che punta non soltanto all’accertamento delle responsabilità, ma anche al recupero delle risorse sottratte al fisco.
A vantaggio della collettività.














