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Sanità | 29 ottobre 2026, 10:14

Aorta toraco-addominale operata con successo a Cuneo: straordinario intervento salvavita al Santa Croce e Carle

L'Aortic Team multidisciplinare cura un sessantacinquenne con una patologia complessa grazie a chirurgia d'avanguardia, ipotermia moderata e protesi su misura

Aorta toraco-addominale operata con successo a Cuneo: straordinario intervento salvavita al Santa Croce e Carle

Riceviamo e pubblichiamo:

Alessandro (nome di fantasia), 65 anni, è arrivato da un'altra provincia del Piemonte all'Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, dove è stato preso in carico nei mesi scorsi per una patologia particolarmente complessa: un aneurisma post-dissecativo dell'aorta toraco-addominale.

La persona è stata trattata in diverse fasi alla Chirurgia vascolare diretta da Massimo Maione, in collaborazione con i colleghi della Cardiochirurgia (Maurizio Roberto) e della Cardio-anestesia (Domenico Vitale).

La prima fase del trattamento ha riguardato la parte addominale dell'aorta, affrontata con chirurgia tradizionale. Successivamente è intervenuta l'équipe di Cardiochirurgia, nell'ambito di un percorso multidisciplinare che ha richiesto una stretta collaborazione tra specialisti

«Abbiamo dovuto sostituire aorta ascendente, arco aortico e parte dell'aorta toracica discendente: un tratto particolarmente critico perché di lì originano le arterie che irrorano il cervello - spiega il direttore della Cardiochirurgia Maurizio Roberto -. È stato un intervento a quattro mani con il collega Massimo Maione, direttore della struttura complessa di Chirurgia vascolare: nella sostituzione di questo tratto di aorta abbiamo dovuto anche contemporaneamente assicurare la perfusione cerebrale, portando il paziente a un grado di ipotermia moderata. Preziosa la collaborazione dei cardio-anestesisti, che hanno anche controllato durante l'intervento, con un fibroscopio, l'aorta prima dell'impianto e dopo l'impianto di una protesi speciale detta ibrida».

L'ultimo step di trattamento ha previsto l'utilizzo di una protesi customizzata, quindi creata su misura sulla base dell'anatomia del paziente. «È stato un approccio di tipo endovascolare - spiega il dottor Maione -, che ha previsto la rivascolarizzazione delle principali arterie a livello addominale, evitando la necessità di interventi complessi con l'apertura del torace e dell'addome».

Un percorso di cura lungo e complesso, affrontato attraverso più interventi e un attento monitoraggio, che ha permesso oggi ad Alessandro di tornare alla propria quotidianità grazie al lavoro dell'Aortic Team del Santa Croce e Carle di Cuneo.

Queste complesse patologie dell'aorta, infatti, prevedono un team multidisciplinare che si incontra per discutere in maniera molto attenta e precisa i singoli casi. Un gruppo inserito all'interno di un vero e proprio Aortic Center.

I pazienti trattati di solito hanno anche comorbidità tali per cui, nel corso delle riunioni, spesso intervengono specialisti di altre patologie per cercare di individuare le procedure più adatte. Per questo si parla di chirurgia o terapia su misura: perché è ritagliata sul singolo paziente, per ottenere i migliori risultati possibili con minor rischio.

«Le sfide che offrono queste patologie sono veramente complesse - commentano i direttori Roberto e Maione -, ma abbiamo la fortuna di lavorare con professionisti molto preparati e con tecnologie avanzate. Da sottolineare che anche il personale di comparto e, in questo caso, i tecnici della circolazione extracorporea, sono di alto livello. C'è poi un progetto in itinere con la Fondazione Ospedale Cuneo e il sostegno di Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo per aggiornare la nostra sala ibrida, ciò che ci permette di garantire alla popolazione prestazioni specialistiche di altissimo livello».

Franco Ripa, direttore generale dell'Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle: «La grande professionalità dei nostri specialisti si esprime sovente con la soluzione di problemi complessi. L'intervento del paziente trattato da cardiochirurghi, chirurghi vascolari e cardio-anestesisti ne è un esempio chiaro: un intervento salvavita reso possibile dal livello di preparazione dei professionisti, ma soprattutto da un lavoro di squadra che fa la differenza, senza dimenticare il supporto tecnologico come la sala ibrida, senza la quale non potrebbero essere trattate determinate patologie».

«Questo intervento - sottolinea l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi – dimostra come la capacità di lavorare insieme, unendo competenze altamente specialistiche e tecnologie d'avanguardia, possa fare la differenza anche nei casi clinici più complessi. L'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo rappresenta un punto di riferimento importante per la sanità piemontese, grazie a professionisti capaci di affrontare sfide particolarmente impegnative e di costruire percorsi di cura personalizzati sulle esigenze di ogni paziente. Il risultato più significativo è proprio questo: restituire alle persone la possibilità di tornare alla propria vita quotidiana. È il valore della nostra sanità pubblica, che vogliamo continuare a sostenere e rafforzare».

cs

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