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Cronaca | 26 ottobre 2026, 09:48

Villa con piscina nelle Langhe e conti schermati in Svizzera: scatta la confisca da 700 mila euro

Il provvedimento riguarda una proprietà situata nel comune di Mango. L'indagine, condotta dalla Procura di Asti, ha evidenziato la sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati da un uomo gravato da numerosi precedenti

La villa con piscina confiscata su richiesta della Procura di Asti

La villa con piscina confiscata su richiesta della Procura di Asti

Un’articolata e complessa indagine patrimoniale, svolta dal pool misure di prevenzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, composto da due magistrati e da un luogotenente dei Carabinieri in servizio presso la sezione di polizia Ggiudiziaria, ha portato prima al sequestro e, successivamente, alla confisca di beni per un valore complessivo superiore a 700 mila euro.

 Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Torino il 7 ottobre scorso, su proposta della Procura della Repubblica di Asti, riguarda una villa di pregio con piscina situata nel territorio del comune di Mango, con i relativi arredi, accessori e pertinenze, nonché un conto corrente bancario e le somme associate.

Gli accertamenti, protrattisi per circa tre anni, hanno richiesto l’esame di una rilevante mole di documentazione bancaria, societaria, fiscale e giudiziaria, anche di provenienza estera. Particolare rilievo hanno assunto gli atti acquisiti da un procedimento celebrato in Svizzera e le successive verifiche svolte dalla polizia giudiziaria, che hanno consentito di ricostruire trasferimenti di denaro e operazioni societarie utilizzate per schermare la disponibilità dei beni.

La proposta di confisca ha riguardato un uomo, già destinatario della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale e gravato da numerosi precedenti per reati prevalentemente contro il patrimonio, e comunque produttivi di profitto. Il Tribunale ha ritenuto che l’immobile, benché formalmente intestato a società, fosse nella piena disponibilità dell'uomo e che gli ingenti investimenti effettuati per l’estinzione dei finanziamenti gravanti sul bene e per la sua ristrutturazione risultassero sproporzionati rispetto ai redditi leciti dichiarati. 

Il valore attuale della proprietà è stato stimato, secondo le diverse valutazioni tecniche esaminate, tra i 560 mila e i 700 mila euro. All’esito del procedimento, nel quale la difesa ha depositato un’ampia documentazione e proprie consulenze tecniche, la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Torino ha disposto la confisca dell’intero compendio immobiliare e del conto corrente, confermando l’amministratore giudiziario già nominato.

 L’esecuzione del decreto è stata affidata al comando provinciale dei Carabinieri di Asti. I beni confiscati restano sottoposti alla gestione dell’amministratore giudiziario secondo la disciplina prevista dal codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nell’interesse dell’amministrazione pubblica competente. 

redazione

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