/ Attualità

Attualità | 22 ottobre 2026, 13:57

Anche a Cuneo la protesta degli studenti, scortati per la città dalle forze dell'ordine. "Non chiamateci maranza" [FOTO e VIDEO]

"Insieme per il domani" era lo slogan della mobilitazione convocata sull’onda delle proteste di Milano e Torino. Adesione ridotta tra i ragazzi che si sono mossi verso la stazione, piazza Galimberti, piazza Boves e corso Nizza, senza problemi per l'ordine pubblico

Erano una trentina i ragazzi che questa mattina, giovedì 22 ottobre, hanno attraversato la città per la "manifestazione e sciopero" convocati nei giorni scorsi attraverso un appello alla mobilitazione circolato su alcuni canali e gruppi social.

L’appello, rivolto a studenti e insegnanti, pareva richiamare le note mobilitazioni avvenute nei giorni scorsi in contesti quali Milano e Torino.

Ma gli studenti che stamattina si sono radunati a Cuneo non facevano parte della mobilitazione. Alcuni volevano solo saltare scuola, hanno detto. E si sono ritrovati insieme. Forse nemmeno loro sapevano bene per cosa. 

L'abbigliamento da "maranza" li ha subito resi identificabili: felpa con cappuccio, tuta, scarpe da ginnastica, borsello o zaino, cappellino in testa, modo di fare un po' spavaldo, parolaccia facile, gestualità esagerata, tra un "bro e una siga". 

Tanto è bastato per far scattare il piano sicurezza, anche davanti ad alcuni negozi, e a mettere in campo un nutrito numero di forze dell'ordine, che li ha scortati, a piedi e in auto, nel loro peregrinare per la città.

Da qualche parte, i negozianti hanno abbassato le serrande. Circolava voce che i manifestanti fossero muniti di caschi e spranghe. No, siamo stati con loro tutta la mattina e di spranghe o cose atte ad offendere o a spaccare non ne abbiamo viste. 

I ragazzi, inizialmente tutti maschi - in piazza Boves si sono aggiunte anche delle ragazze - si sono mossi per la città, passando per corso Dante per arrivare alla stazione, con l'intenzione di prendere il treno alla volta di Torino, proposito abbandonato presto. 

Poi direzione corso Nizza, piazza Galimberti e piazza Boves, dove un paio di volte sono scesi nella zona del parcheggio interrato, per tornare nella zona di corso Nizza, quella delle fermate dei pullman degli studenti, guardati a vista da Polizia e Carabinieri, costretti a fare chilometri per non perdere di vista il manipolo. 

Avevano tra i 15 e i 17 anni. Qualche studente dell'Itis, qualche altro del Grandis, dello Scientifico o dell'Enaip. 

Perlopiù di origine straniera, chi del Marocco, chi dell'Egitto, qualcuno dalla Romania o dall'Albania. Dalla Macedonia, dalla Cina. 

Tutto si è svolto senza alcuna conseguenza. I manifestanti si sono limitati a qualche provocazione, qualche cassonetto spostato, ma non c'è stato alcun problema di ordine pubblico. Alcuni sono stati identificati. 

Una ragazza aveva un cartello contro il costo dei libri. Proviene da una famiglia africana, ci racconta, i genitori lavorano, ha due fratelli, la casa è di proprietà, ci dice. Ma il costo dei libri quest'anno, per tre figli, è stato davvero troppo alto. 

Sui fatti di Milano hanno parole di condanna. E sono stanchi di sentirsi etichettare come maranza. "Non esistono più dal dal 2022", ci dice quello che sembra saperne più degli altri. E adesso come vi chiamate? 

Mentre lo chiediamo, ci vengono in mente le parole di Dalla: "E se è una femmina si chiamerà Futura". 

Barbara Simonelli

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium