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Politica | 12 ottobre 2026, 06:14

Cuneo, 30 anni di “centrosinistra”, declinato in quasi tutte le versioni possibili

Dal precursore Rostagno, passando per Valmaggia e Borgna, arrivando a Manassero. Dall’Ulivo al centrismo in “purezza” fino all’attuale sindaco Pd. La maggioranza uscente dovrà ricercare un’ulteriore formula di governo insieme a nuove idee e spiegare quale visione ha per il futuro della città

L'insediamento della giunta Manassero nel 2022

L'insediamento della giunta Manassero nel 2022

Nel 2027 saranno trascorsi all’incirca 30 anni – mese più mese meno – da quando il “centrosinistra” governa la città di Cuneo. 

Abbiamo inserito tra virgolette la definizione “centrosinistra” perché i puristi potrebbero avere da eccepire, nel senso che in sei lustri le formule di governo della città capoluogo sono state le più disparate, caratterizzate tutte (un po’ più o un po’ meno) da questa connotazione.

Ognuno – sia chiaro - la può pensare come vuole, anche contestare questa definizione, ci mancherebbe.

Giornalisticamente la sintesi richiede termini convenzionali che agevolino la comprensione di vicende non sempre lineari e facili da raccontare. 

Il “centrosinistra” a Cuneo nasce con quasi dieci di anni di anticipo rispetto al Partito Democratico (2007) con la prima giunta cosiddetta “laica”, guidata cioè da un sindaco non democristiano.

La DC e il PSI, così come le altre forze politiche del “pentapartito”, erano state travolte da Tangentopoli e la Lega (allora federalista) si affacciava misteriosa quanto elettoralmente minacciosa anche sulla piazza cuneese.   

Il 23 aprile 1995 viene eletto sindaco Elio Rostagno, 48 anni, un imprenditore con alle spalle una militanza nel partito Repubblicano di La Malfa e Spadolini. Rostagno tenta l’ardita operazione di coinvolgere in giunta rappresentanti del partito di Bossi, ma l’esperimento deve ben presto fare i conti con l’impraticabilità di un’alleanza che aveva provato a tenere insieme soggetti che poco o nulla avevano in comune.

Il suo mandato, infatti, si interrompe a metà, il 3 dicembre 1997 a seguito delle dimissioni rassegnate dalla maggioranza dei consiglieri.

Rostagno, dopo un periodo di commissariamento del municipio, però non getta la spugna e il 24 maggio 1998 ritenta l’avventura, questa volta con l’Ulivo.

Il patto con i “Solidali” di Ezio Falco e alcuni superstiti socialisti e laici regge. 

É da questa data che, grosso modo, si può fare partire la lunga stagione del “centrosinistra” cuneese.

Il 27 maggio 2002 Rostagno passa il testimone ad Alberto Valmaggia, 43 anni, nipote del primo sindaco democristiano del dopoguerra Antonio Toselli, alla guida di una coalizione di liste civiche.

Il 28 maggio 2007 Valmaggia viene riconfermato sindaco con un’alleanza più o meno simile sempre di orientamento centrosinistra.

Il 7 maggio 2012, dopo le burrascose primarie e la rottura tra la componente  moderata del centrosinistra e quella più radicale rappresentata da Gigi Garelli (nome che oggi si riaffaccia sul proscenio), viene eletto sindaco al ballottaggio Federico Borgna, 38 anni, volto nuovo della politica, giunto da Bernezzo su invito di Valmaggia &C.

La sua coalizione, rispetto a quella di Valmaggia, si sposta ulteriormente verso il centro ricomprendendo, insieme ad altre formazioni civiche, quel che resta dell’Udc di Teresio Delfino.

Il Pd, escluso dal tavolo, resta all’opposizione.

Alle elezioni amministrative del giugno 2017 Borgna recupera il Partito Democratico in una coalizione sempre comunque a prevalenza centrista. 

Cinque anni dopo, il 12 giugno 2022, dopo un serrato braccio di ferro tra Pd e la forte componente civica “Centro per Cuneo” (composta da ex Udc, liberali e soggetti di varia estrazione), la spunta l’ex senatrice Pd Patrizia Manassero, che si pone alla testa di quattro liste: Pd, Centro per Cuneo, Cuneo Solidale Democratica e Crescere Insieme.

Come si evince, nel corso di tre decenni, le alleanze sono state le più diverse: dall’Ulivo, al centrosinistra senza Pd, per arrivare nuovamente al Pd con un ruolo di guida grazie ad un “accordo di programma” – tale lo ha sempre definito la sindaca Manassero – con i centristi civici. 

Riuscirà la formula del “centrosinistra”, declinata nel corso degli anni in pressochè tutte le forme possibili, a reggere ancora una volta?

Se sì, quali elementi di novità introdurrà nel 2027?

E ancora: quali i progetti e quale la visione per il futuro della città capoluogo di provincia e del suo hinterland?

Siamo consci - perché non da oggi seguiamo le vicende politico amministrative della Granda - che le indiscrezioni circa i nomi degli attori protagonisti sono importanti poiché rendono sapida la lettura di articoli altrimenti barbosi.

 Siamo tuttavia consapevoli, mentre restiamo in attesa di conoscere che le indiscrezioni prendano corpo, che le idee camminano sulle gambe delle donne e degli uomini.

Sarebbe interessante se, a partire dalle settimane a venire, qualcuno cominciasse ad abbozzare qualche proposta per la Cuneo del domani.

Questo – lo puntualizziamo a scanso di equivoci – vale per tutti.

A maggior ragione, però, per chi ha in mano le redini del municipio e vorrebbe continuare a mantenerle. 

Giampaolo Testa

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