Quando i governi faticano a trovare una strada per la pace, possono essere le città a provare a costruire ponti”. È da questa idea, tutt'altro che protocollare, che Cuneo ha aperto questa mattina al Teatro Toselli il quinto Incontro Internazionale della Rete delle Città Michelin. Una rete nata dalla presenza degli stabilimenti del gruppo industriale in diverse parti del mondo e che oggi prova a trasformare quel filo comune in uno spazio di confronto su acqua, energia, cibo, sostenibilità e futuro dei territori.



“Le reti globali di città non sono più solo strumenti di scambio, ma possono diventare attori di una diplomazia internazionale esercitata dal basso, a beneficio della pace”. È il passaggio centrale del saluto della sindaca Patrizia Manassero, che ha scelto di leggere l'appuntamento cuneese anche alla luce di uno scenario internazionale segnato dai conflitti. “Quando gli Stati faticano a trovare accordi o i grandi trattati internazionali si muovono lentamente, sono i sindaci e i governi locali a dover dare risposte immediate ai cittadini”, ha aggiunto.
Un concetto che ha assunto un significato ancora più concreto con la presenza in sala della delegazione di Krementchuk, città ucraina che ospita un altro stabilimento Michelin. Proprio ai rappresentanti ucraini Manassero ha rivolto un saluto particolare, parlando della loro presenza come di “una preziosa testimonianza di coraggio e di resilienza” e come di un richiamo a costruire “una comunità globale che non lascia indietro nessuno”.


È dunque partita da qui la giornata inaugurale della quinta assemblea della Rete internazionale delle Città Michelin, ospitata per la prima volta a Cuneo. Fino a venerdì 9 ottobre oltre 120 partecipanti, in rappresentanza di 15 città e 12 Paesi, saranno coinvolti in incontri, visite, laboratori e momenti di confronto sul tema “Acqua, energia e cibo sostenibili: sfide globali e soluzioni locali”.
Tra il pubblico un nutrito gruppo di rappresentanti dell'Amministrazione comunale di Cuneo con consiglieri e assessori a testimonianza del richiamo internazionale dell'evento.



Per Cuneo non si tratta soltanto di ospitare una delegazione internazionale. La sindaca ha ricordato come l'appuntamento sia il punto di arrivo di un percorso iniziato due anni fa e costruito insieme a Clermont-Ferrand e a numerosi stakeholder del territorio, con l'obiettivo di trasformare le giornate della rete in “un laboratorio concreto di idee e risposte per il futuro”.
Il filo che unisce comunità così lontane è la presenza industriale di Michelin. “Siamo comunità distanti, separate da oceani, ma unite da un filo rosso”, ha sottolineato Manassero, ricordando anche il riconoscimento ricevuto domenica dallo stabilimento Michelin di Cuneo per la capacità di coniugare lavoro, sviluppo ed ecosostenibilità.


Da questo punto di partenza il confronto si è spostato sulle grandi sfide ambientali ed economiche. Marco Gallo, assessore regionale alla Montagna, ha definito Cuneo “un punto di osservazione sul futuro”, sottolineando come nel territorio convivano da sempre ambiente, montagna e industria. “Il clima non conosce confini amministrativi e non distingue tra acqua, foreste, biodiversità, città e montagne”, ha detto, invitando a superare la logica degli interventi separati per costruire una strategia territoriale unitaria.


Anche Luca Robaldo, presidente della Provincia, ha posto l'acqua al centro del proprio intervento. “Quello secondo me sarà il tema dei prossimi decenni”, ha osservato, sottolineando come la scarsità della risorsa non riguardi più soltanto le aree tradizionalmente esposte al problema. Per affrontare la sfida, secondo Robaldo, istituzioni e grandi aziende devono lavorare insieme, e Michelin può rappresentare un interlocutore importante per la sua attenzione alla sostenibilità e all'utilizzo delle risorse.



Sul rapporto tra impresa e comunità si è concentrato Mauro Sponza, direttore Industria Europa di Michelin. “Uno stabilimento non è un'entità astratta o un sito produttivo isolato: è un cuore economico, sociale e culturale integrato nel tessuto delle vostre città”, ha detto, rivendicando il valore del dialogo tra azienda, lavoratori, istituzioni e territori. Una relazione che, secondo Sponza, diventa ancora più importante mentre Michelin affronta la trasformazione legata alla decarbonizzazione, all'utilizzo di materiali rinnovabili e riciclati e alla mobilità sostenibile. Presente tra il pubblico anche il direttore dello stabilimento cuneese Simone Rossi.

A seguire hanno concluso i saluti istituzionali degli stakeholder cuneesi Patrizia Mellano, segretaria generale Camera di Commercio, Mariano Costamagna presidente di Confindustria Cuneo e Federico Borgna per la Fondazione Crc.






Il confronto è quindi entrato nel vivo con la tavola rotonda “Il futuro nelle nostre mani: governi locali e risorse del pianeta”, moderata dal giornalista Francesco Antonioli e affidata a due voci provenienti da mondi diversi: Fabrizio Testa, amministratore delegato di Borsa Italiana, e Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.


La domanda di fondo è stata quale ruolo debbano assumere i governi locali nel rapporto tra industria, economia e sostenibilità. Per Nappini la risposta passa dalla capacità dei territori di autodeterminarsi e di costruire condizioni perché le persone possano continuare a viverci. Riprendendo l'espressione utilizzata da Manassero, ha parlato della “diplomazia dal basso” come di una chiave per le transizioni future.
“Il turismo nelle aree interne funziona quando un viaggiatore può andare ad un tavolino in piazza, trovare un bar aperto, sedersi e vedere i signori accanto che giocano a carte”, ha spiegato Nappini. “Ma perché questo accada - ha sottolineato - devono prima esserci abitanti, servizi e attività. È qui che entra in gioco anche il ruolo dei Presìdi Slow Food”, che secondo la presidente possono contribuire a mantenere in vita aziende agricole, botteghe e comunità locali.



Dal punto di vista di Fabrizio Testa, invece, il compito deve essere distribuito tra diversi livelli. Al governo centrale spetta il compito di definire le regole, mentre i mercati dei capitali mettono in collegamento chi dispone delle risorse finanziarie con chi deve investire. Ma “chi mette a terra le leggi e i finanziamenti?”, ha chiesto. La risposta è nelle “comunità locali e negli stakeholder territoriali”, ha spiegato, chiamati a costruire le condizioni concrete per avere imprese, servizi, scuole e lavoro.
Un ragionamento che Testa ha collegato direttamente alla storia di Michelin, arrivata in Italia 120 anni fa e a Cuneo da oltre sessant'anni. Una presenza industriale che, nel modello descritto dal manager, mostra come capitale, impresa e territorio possano intrecciarsi e produrre sviluppo quando esiste una governance attenta ai lavoratori, agli stakeholder e alle comunità.
Il confronto internazionale proseguirà fino a venerdì. Nel programma ci sono sette giovani ricercatori del progetto ARTEMIS, quattordici start-up alimentari che presenteranno i propri progetti al Monviso, dieci giovani di Cuneo e Clermont-Ferrand chiamati a lavorare insieme e tre disegnatori di carnet de voyage. A chiudere l'incontro sarà l'assemblea statutaria della rete, con il passaggio del testimone a una nuova città chiamata a co-presiederla.























































































