Riceviamo e pubblichiamo dalla Sezione LAV di Cuneo
Con la ripresa, in commissione Agricoltura della Camera, dell’esame del Disegno di legge sulla caccia “Sparatutto”, la LAV di Cuneo ha manifestato davanti alla sede di Fratelli d’Italia, per chiedere all’On. Monica Ciaburro (FdI), originaria di Cuneo, di compiere un atto di responsabilità: fermare subito il provvedimento, che rappresenta il più grave attacco agli animali selvatici, alla natura e ai valori sanciti dalla Costituzione, e dare così seguito alla volontà espressa dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica.
Il disegno di legge “Sparatutto”, che prevede, tra le altre misure particolarmente dannose, la riduzione delle aree protette, l’ampliamento del numero di specie cacciabili, l’estensione della stagione venatoria e la reintroduzione della cattura di uccelli migratori da utilizzare come richiami vivi, rappresenta un grave rischio per l’incolumità pubblica.
Forti criticità sono state sollevate anche da Bruxelles. Dopo la nota ufficiale della Commissione Europea, trasmessa il 18 dicembre 2025 dalla Direzione Generale Ambiente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e tenuta nascosta dal Governo, la Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha riportato l’attenzione sul Disegno di legge “Sparatutto”. A seguito di una valutazione preliminare delle disposizioni pubblicamente accessibili, ha infatti rilevato che sono stati individuati aspetti che potrebbero non risultare conformi agli obblighi previsti dalla Direttiva Uccelli e dalla Direttiva Habitat.
“Di fronte a queste criticità e alla contrarietà espressa da oltre il 70% degli italiani e quindi anche del nostro territorio, il Parlamento ha oggi la responsabilità politica di fermare una riforma sbagliata, divisiva e distante dalla sensibilità del Paese.” - dichiara la LAV di Cuneo e prosegue: - “Non lasceremo nulla di intentato per contrastare questo intollerabile attacco istituzionale agli animali e all’ambiente, che si fa beffe dell’articolo 9 della Costituzione.”
La tutela degli animali è un bene costituzionalmente protetto e, come tale, deve orientare le decisioni di chi è stato eletto sul nostro territorio. Approvare un provvedimento che rappresenta una totale deregulation venatoria con gravissime ripercussioni sugli animali già provati dalla crisi climatica e dalle sue disastrose conseguenze significherebbe calpestare il principio sancito dall’articolo 9 della Costituzione e disattendere la sensibilità della grande maggioranza dei cittadini, nonché l’apertura per l’Italia di nuove procedure d’infrazione con ricadute sulle tasche dei cittadini di Cuneo.








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