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Cronaca | 06 agosto 2026, 13:50

Quel ricorso può attendere: giudice di pace di Alba fissa udienza al febbraio 2031

Oltre 1.600 giorni di attesa per la discussione di un verbale elevato a un 27enne che nel maggio scorso si è scontrato in bici contro un trattore in strada Altavilla. Il legale: "Contestazione destituita di fondamento"

L'ex tribunale di Alba: vi ha ancora sede il Giudice di Pace

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Qualcosa come 1.650 giorni. È l’attesa cui sarà chiamato un 27enne, cittadino del Mali residente ad Alba, per poter discutere di fronte al giudice di pace di Alba il ricorso presentato per suo conto dall’avvocato albese Roberto Ponzio.

L’istanza riguarda una contravvenzione che la Polizia Locale di Alba ha comminato al giovane in conseguenza dell’incidente stradale nel quale lo stesso è incorso il 15 maggio scorso.  Il 27enne stava scendendo da strada Altavilla a bordo di una mountain bike quando, in corrispondenza di una curva a destra, andava a scontrarsi con un trattore New Holland dotato di rimorchio a pianale.

Il ciclista veniva sbalzato a terra subendo un grave politrauma e diverse fratture. Ricoverato presso l’ospedale di Verduno, subiva un primo intervento chirurgico, seguito da alcuni alcuni giorni di degenza in terapia intensiva.

Altri approfondimenti a suo carico venivano successivamente effettuati presso il Cto di Torino, per la verifica delle lesioni da lui subite in particolare alla colonna cervicale, a una spalla e al plesso brachiale sinistro, con fratture costali e la frattura scomposta del radio.

Lo scorso 23 giugno, dopo essere stato dimesso dall’ospedale, il giovane riceveva dalla Polizia Locale un verbale nel quale gli veniva contestato quanto previsto dall’articolo 141 del Codice della Strada, in quanto – vi si sostiene – avrebbe circolato in discesa omettendo di ridurre la velocità nonostante l’imminenza di un incrocio.

Un provvedimento "illegittimo e infondato", secondo il legale, che ricorreva al giudice di pace chiedendone l’annullamento. L’istanza di sospensiva veniva accolta dal giudice di pace che sospendeva l’esecutività della contravvenzione rinviando la discussione nel merito alla data non esattamente vicina dell’11 febbraio 2031.

"La contestazione al ciclista è singolare e destituita di fondamento - commenta l’avvocato Roberto Ponzio –, la velocità del velocipede non è stata misurata né è misurabile. La contravvenzione è stata elevata a partire dalle dichiarazioni del conducente del mezzo agricolo, che ovviamente è interessato a escludere o comunque a ridurre la portata della sua responsabilità nel grave sinistro. Abbiamo proposto alla Procura della Repubblica di Asti querela per lesioni colpose e chiederemo il risarcimento dei gravi danni subiti dal mio assistito ritenendo invece che il mezzo agricolo abbia violato l’articolo 143 del Codice della Strada, il quale prevede che i veicoli debbano circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro della medesima, anche quando la strada è libera. Una prescrizione tanto più importante considerata le dimensioni di quella strada, larga 4.20 metri, e l’imponente mole del mezzo agricolo".

[L'avvocato Roberto Ponzio]

Ezio Massucco

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