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Agricoltura | 22 luglio 2026, 08:11

Sperimentazione degli abbruciamenti, via libera del Consiglio regionale

Claudio Sacchetto: "Coinvolti 39 Comuni cuneesi della fascia pedemontana, deroghe estese a tutti i fruttiferi nel rispetto della qualità dell’aria"

Claudio Sacchetto

Claudio Sacchetto

Il Consiglio regionale ha votato la Delibera di Consiglio n. 152 sulla sperimentazione degli abbruciamenti nei Comuni limitrofi alla zona montana derivante da due Ordini del giorno votati dal Consiglio nei mesi passati proposti dal Consigliere regionale Claudio Sacchetto, Presidente della Commissione agricoltura e montagna, di Fratelli d'Italia.

I documenti in da cui è nata la DCR sono l'Odg n.44 votato il 10 dicembre 2024 che chiedeva una sperimentazione nei Comuni ora esclusi dalle deroghe e l'Odg n.610 "Individuazione della zona pedemontana quale area a gradiente di concentrazione intermedia tra rilievi e pianura ai fini della zonizzazione regionale e della disciplina degli abbruciamenti" votato in aula il 14 aprile 2026, che impegnava la Giunta regionale ad attivare la sperimentazione entro la finestra autunnale delle deroghe prevista per settembre 2026.

"Attualmente – spiega Sacchettoai sensi della Delibera di Giunta regionale del 2021, il Piemonte è suddiviso in quattro zone: area urbana di Torino, pianura, collina e montagna. Solo nei Comuni classificati come montani è possibile per i Sindaci prevedere, in determinati periodi, deroghe ai divieti di abbruciamento. Questo crea però una situazione che rischia di apparire paradossale: esistono Comuni con caratteristiche molto simili e limitrofi che, essendo classificati diversamente, non possono applicare queste deroghe. Grazie alla collaborazione degli uffici tecnici della Regione abbiamo individuato come riferimento la Delibera della Regione Veneto n. 1855 del 2020, che ha introdotto una zona pedemontana definita come area a gradiente di concentrazione intermedia tra rilievi e pianura".

Si tratta di una fascia di transizione tra le aree montane e la pianura, caratterizzata da condizioni di dispersione degli inquinanti generalmente migliori rispetto alle zone di pianura chiusa. Una classificazione più puntuale di questi territori consentirà quindi di adottare misure più proporzionate alle reali caratteristiche ambientali.

"L'obiettivo – aggiunge Sacchettoè permettere anche ai Comuni pedemontani, oggi esclusi, di poter ricorrere alle deroghe agli abbruciamenti, come richiesto da molti Sindaci del territorio e dalle Organizzazioni agricole, sempre nel pieno rispetto delle normative nazionali e regionali sulla qualità dell'aria. La Delibera di Consiglio inaugura un periodo di sperimentazione che per la Provincia di Cuneo riguarda 37 Comuni confinanti con l'attuale zona montana e, grazie all'Ordine del giorno che ho collegato alla Delibera, sarà allargata anche ai Comuni di Cervasca e Vignolo che sono esclusi non confinando direttamente con l'attuale zona montana, per un totale di 39 Comuni in Provincia di Cuneo". 

I Comuni interessati saranno: Bagnolo Piemonte, Barge, Beinette, Bernezzo, Borgo San Dalmazzo, Boves, Brondello, Busca, Camerana, Caraglio, Ceva, Costigliole Saluzzo, Dronero, Envie, Gaiola, Gambasca, Magliano Alpi, Margarita, Martiniana Po, Mombasiglio, Monastero di Vasco, Nucetto, Peveragno, Pianfei, Piasco, Rifreddo, Robilante, Roccabruna, Roccasparvera, Roccavione, Sale delle Langhe, Saliceto, San Michele Mondovì, Venasca, Vicoforte, Villanova Mondovì e Villar San Costanzo, a cui si aggiungeranno Cervasca e Vignolo esclusi in un primo momento perché non confinanti con l'attuale zona montana ma che saranno inseriti grazie all'Ordine del giorno n.691 di Sacchetto "Zonizzazione ed allargamento dei Comuni ammessi alla sperimentazione in base alla continuità territoriale ed alla morfologia", votato dal Consiglio. 

"Inoltre – conclude Sacchettonel testo originario della DCR era concessa la deroga agli abbruciamenti solo per alcune tipologie di colture, con un mio emendamento, richiesto dalle Organizzazioni agricole, la facoltà è estesa a tutti i fruttiferi, permettendo di avere la deroga su tutti i residui colturali. Sono soddisfatto di avere individuato, con i tecnici regionali, i Sindaci e le Organizzazioni agricole la soluzione ad una questione che da anni veniva sollevata senza mai arrivare ad una definizione. Tengo a sottolineare che questo provvedimento sarà operativo nel pieno rispetto del Piano regionale di qualità dell'aria".

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