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Agricoltura | 20 luglio 2026, 11:10

Coldiretti Cuneo: "Nei frutteti della Granda agricoltori e lavoratori fianco a fianco"

Il presidente provinciale Enrico Nada: "La dignità del lavoro si costruisce attraverso contratti regolari, sicurezza, abitazioni adeguate e rapporti fondati sul rispetto. L'impegno delle imprese deve essere accompagnato da un sistema territoriale sempre più solido di welfare e accoglienza"

Matteo Perotto, frutticoltore del Saluzzese: "Assumiamo direttamente i nostri lavoratori. Sei di loro sono presenti stabilmente durante tutto l'anno e ci aiutano sia nella raccolta sia nelle attività invernali"

Matteo Perotto, frutticoltore del Saluzzese: "Assumiamo direttamente i nostri lavoratori. Sei di loro sono presenti stabilmente durante tutto l'anno e ci aiutano sia nella raccolta sia nelle attività invernali"

Quando il sole si alza sui frutteti della provincia di Cuneo, nei campi comincia una giornata di lavoro condivisa. Dal Saluzzese al Cuneese, agricoltori e lavoratori stagionali raccolgono insieme, affrontando il caldo, la fatica e i ritmi dettati dalla maturazione della frutta. Perché il raccolto non può aspettare e, quando arriva il momento, il lavoro di ognuno diventa indispensabile.

Raccontare il lavoro agricolo significa tenerne insieme complessità, criticità e quotidianità. Significa affrontare con rigore ciò che non funziona, ma anche dare voce alle tante esperienze fondate sul rispetto delle regole, sulla collaborazione e sulla responsabilità che caratterizzano il territorio: storie di imprenditori agricoli e lavoratori che condividono fatica, professionalità e obiettivi comuni, costruendo rapporti che spesso si consolidano negli anni. Molti lavoratori tornano nelle stesse aziende stagione dopo stagione, conoscono i frutteti, le diverse fasi produttive e le esigenze dell'impresa.

È quanto racconta Matteo Perotto, frutticoltore del Saluzzese: "Assumiamo direttamente i nostri lavoratori. Sei di loro sono presenti stabilmente durante tutto l'anno e ci aiutano sia nella raccolta sia nelle attività invernali. Molti degli stagionali tornano da noi ogni anno, perché si trovano bene con la nostra famiglia e noi ci troviamo bene con loro. Ogni tanto ci ritroviamo anche tutti insieme per una cena, perché con molti di loro il rapporto va oltre le ore trascorse nei campi. Per l'azienda è un valore importante, sono persone formate, conoscono il lavoro e sanno già come muoversi".

L'agricoltura ha per sua natura una componente stagionale strutturale. Nei periodi di raccolta il fabbisogno di manodopera aumenta e migliaia di persone vengono impiegate per rispondere ai ritmi della produzione. È la fisiologia di un comparto legato ai cicli naturali, all'andamento climatico e alla maturazione dei prodotti.

Accanto agli impieghi stagionali nascono spesso rapporti continuativi, che consentono ai lavoratori di acquisire competenze e alle aziende di poter contare su persone formate e affidabili. Una relazione di fiducia costruita nel tempo caratterizza anche l'esperienza di Matteo Migliore, frutticoltore del Cuneese: "Per l'attività stagionale mi affido ad una società di servizi locale, ma da cinque o sei anni lavora con noi un lavoratore africano che ormai è diventato il mio uomo di fiducia. È presente da giugno a settembre e vive a Cuneo insieme ad alcuni connazionali, in un appartamento che hanno scelto di affittare. Tiene molto alla propria autonomia abitativa".

Le relazioni, però, non si esauriscono alla fine della giornata lavorativa. La stragrande maggioranza dei lavoratori stagionali trova ospitalità nelle cascine delle aziende agricole, entrando a far parte della loro vita e condividendo non soltanto il lavoro, ma anche le giornate positive, le difficoltà e le preoccupazioni. Altri, soprattutto quando il legame con il territorio diventa più stabile, scelgono invece di costruirsi una propria autonomia abitativa.

"Alcuni lavoratori vengono ospitati da noi, mentre molti di quelli stabili o che ritornano ogni stagione preferiscono affittare un'abitazione nei paesi vicini, per poter avere una casa propria. Alcuni mantengono l'affitto anche durante l'inverno, nonostante rientrino temporaneamente nel loro Paese, perché tengono ad avere qui un punto di riferimento stabile", prosegue Perotto.

Esperienze che, in territori diversi della provincia, mostrano come il lavoro agricolo possa diventare uno strumento di autonomia, integrazione e crescita reciproca. Per rafforzare questo modello, tuttavia, è necessario accompagnare l'impegno delle imprese con politiche pubbliche capaci di rispondere alle esigenze dei lavoratori e dei territori.

"La dignità del lavoro si costruisce attraverso contratti regolari, sicurezza, abitazioni adeguate e rapporti fondati sul rispetto. Nei frutteti gli agricoltori lavorano sotto il sole insieme ai propri dipendenti, condividendo la fatica, le preoccupazioni legate al clima e le soddisfazioni di un buon raccolto. Questa vicinanza dà vita a rapporti che, in molti casi, durano da anni. L'impegno delle imprese deve essere accompagnato da un sistema territoriale sempre più solido di welfare e accoglienza", dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.

"Servono risorse pubbliche per potenziare le strutture di ospitalità collettiva e sostenere la ristrutturazione degli alloggi privati messi a disposizione dalle imprese. Allo stesso tempo, è necessario sviluppare un progetto pubblico per la logistica e il trasporto, capace di collegare in modo efficace i luoghi di residenza con le aziende e i frutteti. Investire nell'accoglienza significa tutelare i lavoratori, sostenere le imprese e rafforzare l'intero territorio provinciale", aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.

C. S.

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