Il Consigliere regionale Claudio Sacchetto, Presidente della Terza Commissione attività produttive e formazione professionale, ha presentato un Ordine del Giorno avente ad oggetto: accordo Stato-Regioni 2025 formazione obbligatoria per la sicurezza sul lavoro, collegato all'Assestamento di Bilancio per chiedere la revisione dell'Accordo Stato-Regioni 2025 sulla formazione degli operatori dei sollevatori telescopici.
"La sicurezza sul lavoro – ricorda Sacchetto - è un valore imprescindibile e la formazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire gli infortuni. Proprio per questo deve essere qualificata ed efficace, evitando però inutili appesantimenti burocratici e duplicazioni che finiscono per gravare su imprese e lavoratori senza apportare un reale valore aggiunto".
La nuova disciplina relativa ai sollevatori telescopici ha modificato il precedente accordo del 2012 che prevedeva un unico percorso formativo di 16 ore che abilitava all'utilizzo della macchina con le principali attrezzature.
Il nuovo accordo ha invece introdotto un sistema che distingue le diverse applicazioni operative, portando il monte ore complessivo fino a 32 ore attraverso due corsi separati.
"Nelle aziende agricole – spiega Sacchetto – lo stesso operatore utilizza quotidianamente il medesimo mezzo semplicemente sostituendo l'attrezzatura di lavoro. Oggi, invece, ci troviamo nella situazione paradossale in cui la stessa macchina richiede abilitazioni differenti a seconda dell'accessorio utilizzato, con un aumento significativo dei tempi di formazione e dei costi per le imprese, l'Ordine del Giorno impegna quindi la Giunta regionale a farsi promotrice presso la Conferenza Stato-Regioni di una modifica dell'accordo, chiedendo l'accorpamento dei due percorsi formativi e una riduzione del monte ore complessivo da 32 a 24 ore, mantenendo elevati gli standard di sicurezza ma rendendo la formazione più razionale ed efficace. Contestualmente, il documento invita la Regione Piemonte a valutare la possibilità di sperimentare, nei limiti consentiti dalla normativa e compatibilmente con le risorse disponibili, un percorso formativo unificato in attesa di una revisione nazionale. L'obiettivo non è ridurre la qualità della formazione, ma migliorarne l'efficacia. Troppa burocrazia e un numero eccessivo di ore rischiano di produrre l'effetto opposto, alimentando insofferenza, favorendo agenzie meno rigorose e aumentando i costi senza incrementare realmente la sicurezza. Dobbiamo costruire regole che tutelino i lavoratori ma che siano anche coerenti con la realtà operativa delle nostre imprese, in particolare di quelle agricole".














