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Attualità | 18 luglio 2026, 09:25

Caso Roggero, Mallone (FdI): "Non si può parlare di legittima difesa ma il tema del risarcimento merita una riflessione"

"È un tema che attiene alle scelte del legislatore e che, a mio avviso, merita di essere affrontato per evitare esiti che, agli occhi di molti cittadini, appaiono difficilmente comprensibili"

Noemi Mallone

Noemi Mallone

Sul caso Roggero è intervenuta, attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, anche Noemi Mallone, consigliere comunale di FdI a Cuneo e avvocato penalista.

Il commento di Noemi Mallone

Sul caso di Mario Roggero, comprendo perfettamente il forte impatto umano della vicenda e le reazioni che essa ha suscitato nell’opinione pubblica. Tuttavia, sotto il profilo strettamente penalistico, l’esito del giudizio appariva difficilmente evitabile.

La legittima difesa è una causa di giustificazione che presuppone la sussistenza di precisi requisiti normativi. È sufficiente che ne difetti anche uno soltanto perché la scriminante non possa operare.

Nel caso di specie, il profilo dirimente è rappresentato dall’attualità del pericolo.

Se, come accertato dai giudici di merito e definitivamente confermato, la reazione è intervenuta quando l’azione aggressiva era cessata e i rapinatori erano in fuga, viene meno uno degli elementi essenziali richiesti dall’art. 52 c.p. Conseguentemente, la causa di giustificazione non può trovare applicazione.

Ciò non significa condividere o meno la disciplina vigente, né ignorare il dramma umano vissuto da Roggero. Significa semplicemente prendere atto che il giudice è chiamato ad applicare la legge, non a riscriverla.

Diverso è il tema del risarcimento del danno, che merita una riflessione autonoma. Ritengo che il nostro ordinamento dovrebbe interrogarsi sull’opportunità di imporre un risarcimento in vicende come questa, nelle quali l’intera sequenza degli eventi trae origine da una grave condotta criminosa, posta in essere dalle stesse persone che hanno poi subito le conseguenze dell’azione.

È un tema che attiene alle scelte del legislatore e che, a mio avviso, merita di essere affrontato per evitare esiti che, agli occhi di molti cittadini, appaiono difficilmente comprensibili.

Il diritto, però, impone di distinguere i due piani: una cosa è la correttezza tecnico-giuridica della sentenza, alla luce della normativa vigente; altra cosa è valutare se quella normativa, soprattutto sul piano delle conseguenze risarcitorie, debba essere oggetto di una revisione.

redazione

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