Il costo rimane lo stesso, ma il prodotto si 'restringe'.
È il fenomeno della shrinkflation, termine inglese che indica un tipo di inflazione quasi invisibile: il costo dei prodotti rimane invariato, ma la quantità si rimpicciolisce. Questo significa che il consumatore non solo paga di più, ma spesso riceve anche meno prodotto.
Come evidenziato in un'analisi di Federconsumatori, tra il 2022 e il 2026 ad esempio, una bibita gassata è passata da 500 a 450 ml (-10%), mentre il prezzo è aumentato da 1,20 a 1,29 euro (+7,5%). Di conseguenza, il costo al litro è salito da 2,40 a 2,86 euro.
Anche la birra ha seguito lo stesso andamento: il formato è diminuito da 66 a 62 cl (-6,06%), mentre il prezzo è cresciuto da 1,29 a 1,55 euro (+20,16%), facendo aumentare il prezzo al litro da 1,95 a 2,58 euro.
Per quanto riguarda la passata di pomodoro, la riduzione della quantità è stata contenuta, da 700 a 690 grammi (-1,43%), ma il prezzo è aumentato del 16,81%, passando da 1,19 a 1,39 euro.
Tra i prodotti segnati dalla shrinflaktion non ci sono solo generi alimentari, ma anche i detersivi. Tra gli aumenti più significativi spicca l'ammorbidente non concentrato, che è passato da 2 litri a 1,75 litri (-12,5%), con un prezzo aumentato da 2,79 a 4,99 euro, pari a un incremento del 78,85%. Il costo al litro è così più che raddoppiato, passando da 1,40 a 2,85 euro.
Il detersivo per piatti è sceso da 900 a 850 ml (-5,56%), mentre il prezzo è aumentato del 50,31%, passando da 1,59 a 2,39 euro. Anche in questo caso il prezzo al litro è cresciuto sensibilmente, da 1,77 a 2,81 euro.
Con l'arrivo dell'estate il peso della shrinflaktion si fa sentire e si percepisce anche sui gelati confezionati. Quello con lo stecco è passato da 120 a 100 ml di volume (-16,67%), con un prezzo aumentato da 2,20 a 2,50 euro (+14%), facendo salire il costo al litro da 18,33 a 25 euro.
Il gelato confezionato a cono è diminuito da 125 a 115 ml (-8%), mentre il prezzo è aumentato da 2 a 2,30 euro (+15%), con un incremento del prezzo al litro da 16 a 20 euro.
Infine, il ghiacciolo è passato da 70 a 64 ml (-8,57%), mantenendo invariato il prezzo di 0,90 euro. Tuttavia, proprio a causa della riduzione della quantità, il costo al litro è aumentato da 12,85 a 14,06 euro.
Il fenomeno non riguarda ovviamente tutti i prodotti ma solo alcune marche, tuttavia la pressione si fa sentire sempre di più sulle tasche degli italiani.
Dal 15 luglio sono entrate in vigore nuove regole per contrastare l'inflazione occulta, come spiega il Codacons, prima associazione ad aver denunciato in Italia la shrinkflation e le ricadute sulle famiglie, anche se rimangono molti interrogativi aperti.
In base al progetto del Mimit scompare, infatti, l'obbligo per i produttori di indicare direttamente in etichetta la dicitura "Questa confezione contiene un prodotto inferiore di X unità di misura rispetto alla precedente quantità", sostituito da un sistema di comunicazione lungo la filiera commerciale che coinvolge distributori e rivenditori, sia fisici sia online.
In caso di riduzione della quantità nominale di un prodotto, i soggetti della filiera, tra cui produttori e distributori, dovranno trasmettere ai venditori una comunicazione standardizzata contenente le informazioni sulla variazione e sulla percentuale di aumento del prezzo riconducibile alla diminuzione del contenuto.
Tali informazioni dovranno poi essere rese disponibili ai consumatori nei punti vendita o attraverso i canali digitali.
L'obbligo informativo avrà inoltre una durata inferiore rispetto a quella inizialmente prevista. Si passa dai sei mesi stabiliti nella formulazione originaria agli attuali tre mesi, decorrenti dalla data di immissione in commercio del prodotto nella nuova formulazione o nella quantità ridotta.
Sono inoltre esclusi dall'applicazione della disciplina i casi in cui la riduzione quantitativa sia accompagnata da modifiche della formulazione del prodotto capaci di migliorarne la resa o l'efficacia d'uso, mantenendo invariato il valore complessivo per il consumatore.
"Le nuove disposizioni appaiono meno incisive rispetto all'impianto originario — afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons —. L'indicazione riportata direttamente sulla confezione avrebbe consentito ai cittadini di accorgersi immediatamente della riduzione della quantità. Il nuovo sistema rischia invece di rendere l'informazione meno evidente, trasferendola lungo la filiera commerciale e affidandola ad avvisi nei punti vendita o sui canali digitali".
La shrinkflation riguarda un mercato, quello dei beni di largo consumo, che in Italia vale 120 miliardi di euro annui e determina aumenti occulti dei prezzi mediamente compresi tra il 10% e il 18%, con punte che in alcuni casi possono raggiungere il 40%, - ricorda il Codacons.














