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Curiosità | 11 luglio 2026, 19:10

Tributo del Caffè letterario Albedo di Bra a Peppino di Capri con la vignetta di Pierobello

L'artista che regalò Champagne all'Italia è morto, lasciando un patrimonio straordinario di canzoni e di emozioni

La vignetta di Pierobello

La vignetta di Pierobello

Illuminato dalla "Luna caprese" (1960), emoziando con "Un grande amore e niente più" (1988), Peppino di Capri ha detto addio al mondo, abbracciato idealmente da un pubblico vasto e senza età, come la sua musica.

Aveva 87 anni quasi compiuti e si è spento oggi, 11 luglio, nella sua amata isola di Capri alla quale aveva legato per sempre anche il suo nome d'arte. E che arte, Perché ci puoi scommettere che, se qualcuno pronuncia la parola "champagne", c'è qualcun altro che subito aggiunge "per brindare a un incontro".

C'era nato nel 1939, in una famiglia dove la musica era un mestiere domestico prima ancora che una professione. Dalla gavetta nei night-club di Capri e Ischia con occhiali spessi e giacca di lamè, unico cantante italiano a salire sul palco calcato dai Beatles nella celebre tournée italiana del 1965, Giuseppe Faiella (questo il suo vero nome) è stato un enfant prodige al pianoforte esibendosi dall'età di 4 anni per i militari americani di stanza a Capri.

Proprio col rock and roll di matrice a stelle e strisce comincia la carriera di Peppino di Capri- Insieme a Ettore Falconieri vinse nel 1956 Primo applauso. Il premio era un televisore, che allora rappresentava il futuro. E infatti il futuro arrivò davvero. Nacquero i Rockers, arrivarono i locali, le case discografiche, i musicarelli e, soprattutto, le canzoni che conosciamo tutti.

Dal 1958 il primo successo Malatia lo fa subito diventare una star. Don't play that song, Voce 'e notte, Luna caprese, Nun è peccato, St. Tropez twist, Let's twist again (il suo disco più venduto), Nessuno al mondo hanno fatto da playlist all'Italia spensierata che andava incontro al boom.

Con Me chiamme ammore vince l'ultimo Festival di Napoli nel 1970. Partecipa a 15 Festival di Sanremo, record assoluto, vincendone due: nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più.  

Innumerevoli le sue hit evergreen dagli anni '70 ad oggi, da Amare di meno, sigla del mitico Rischiatutto a Roberta, da Auguri a Il sognatore, senza mai dimenticare le sue origini. Fu tra i primi a dimostrare che la musica napoletana poteva dialogare con le sonorità internazionali senza perdere la propria identità.

Il suo canzoniere è sterminato, ogni sua esibizione, sempre circondata dall'affetto di un pubblico che si rinnova, è un viaggio lungo una vita nelle emozioni di chi lo ascolta, ma anche nel costume italiano. Con un timbro vocale inconfondibile che rimanda al fascino dell'isola azzurra, alla magia dell'estate, dei suoi amori, da voce del twist a elegante chansonnier ha fatto innamorare almeno tre generazioni.

Il suo più grande successo è di sicuro Champagne, la canzone che ha attraversato tutto il mondo, partendo da Napoli. «Champagne per brindare a un incontro...» racconta l'inizio e la fine di un amore e di una passione che si consuma sul brivido di bollicine che accompagnano gli sguardi, i baci, il fuoco di un incontro.

Champagne nasce nel 1973 dalla musica di Mimmo Di Francia e dai versi di Depsa (pseudonimo di Salvatore De Pasquale) e Sergio Iodice. Il titolo, per stessa ammissione degli autori, nacque quasi per caso: serviva un brano dal sapore di Capodanno per la presentazione a Canzonissima, tra dicembre e i primi giorni di gennaio.

Gli autori avevano pensato il brano per Charles Aznavour, ed erano già partiti per Parigi per proporlo al suo entourage. Fu Peppino di Capri stesso, riascoltando il provino, a decidere di tenerlo per sé, curandone l'arrangiamento con la sua band, i Rockers, e alcuni musicisti dell'Opera di Roma.

Presentata a Canzonissima nel dicembre 1973, Champagne si classificò solo al quinto posto. Ma da lì iniziò una seconda vita, destinata a durare oltre mezzo secolo: diventò uno dei brani italiani più amati in America Latina e nel 2023 lo stesso Peppino di Capri l'ha voluta per il momento più emozionante del suo Premio alla Carriera al Festival di Sanremo.

Il cinema, la radio, la televisione, i cartoons e il web hanno inoltre contribuito al successo della canzone, proponendo riletture d'autore, parodie e citazioni in un vortice straordinario di generi, stili e linguaggi.

Non stupisce dunque la presenza del brano in diverse pellicole del cinema italiano. Primo su tutti il regista Dino Risi nel film Profumo di Donna con Vittorio Gassman. È presente anche in Terra bruciata di Fabio Segatori, nonché nel film del 2015 Natale col Boss in cui Peppino di Capri (in qualità di attore e cantante) la interpreta in versione rap insieme a Guè Pequeno nella versione Fiumi di Champagne. 

È stata anche cantata da Mino Reitano, Nico Fidenco, Andrea Bocelli e Roberto Carlos, amata da Roberto Murolo, Julio Iglesias e Domenico Modugno, apprezzata da Frank Sinatra, Luciano Pavarotti e Mariah Carey, applaudita da Paolo Coelho, Caterina Caselli, Gianni Morandi, Renzo Arbore e da milioni di ascoltatori in tutto il mondo.

Oggi più che mai, «Cameriere, Champagne». 

Silvia Gullino

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