A processo presso il Tribunale di Asti per una serie di furti compiuti presso il nuovo ospedale di Alba e Bra, nell’aprile 2025 furono entrambi prosciolti dall’accusa di truffa, ma condannati uno a 10 mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena, per la responsabilità del reato di peculato; l’altro a un anno di reclusione, sempre con sospensione condizionale della pena, per peculato e falso, a fronte di una richiesta dell’accusa di anni due e mesi due.
Ora, sulla vicenda processuale che vedeva imputati due ex dipendenti dell’Asl Cn2, residenti rispettivamente a Bra e Cherasco, si è pronunciata la sezione quarta della Corte d’Appello di Torino.
Il collegio presieduto da Gianni Renaud, giudici a latere Marco Lombardo e Annalisa Palomba – procuratore generale il dottor Vanore – ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado assolvendo il primo imputato – difeso dall’avvocata Giorgia Montanara – da alcuni elementi contestati e il secondo – rappresentato dall’avvocato Roberto Ponzio – dalla imputazione relativa alla falsità ideologica.
Per entrambi la condanna è stata così ridotta a nove mesi e 20 giorni di reclusione, mentre al beneficio della sospensione condizionale della pena si è aggiunto quello relativo alla non menzione della condanna.
Fissato in 45 giorni il termine per il deposito delle motivazioni.














