Riceviamo e pubblichiamo:
"Con l'approvazione definitiva del Ddl Carriere e Performance, la Pubblica Amministrazione volta pagina nel segno del merito, dell'efficienza e della valorizzazione del capitale umano".
Lo dichiara in una nota il Senatore della Lega, Giorgio Maria Bergesio, Vicepresidente della Commissione Agricoltura a Palazzo Madama, commentando il via libera dell'Aula del Senato al provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica.
"Questo testo, fortemente voluto dal centrodestra - puntualizza il parlamentare della Lega - scardina finalmente vecchie logiche assistenziali introducendo una reale meritocrazia all'interno dello Stato. Il superamento della valutazione gerarchica unidirezionale, l'apertura al giudizio degli utenti esterni e il tetto del 30% per i punteggi apicali dimostrano la volontà netta di premiare chi lavora meglio e produce risultati concreti. Inoltre, introduciamo un principio di equità fondamentale: le economie di spesa derivanti dai tagli sulle mancate performance dei dirigenti saranno destinate ad aumentare le risorse per i premi del personale non dirigenziale".
"Mettiamo al centro le competenze – continua Bergesio – puntando su una formazione mirata e continua, indispensabile per far crescere i dipendenti e valorizzarne il potenziale in un'ottica di carriera. Cambia profondamente anche l'accesso alla dirigenza, con regole certe e percorsi trasparenti: per la seconda fascia prevediamo una quota fissa del 30% riservata allo sviluppo di carriera del personale interno con almeno 5 anni di servizio, mentre per la prima fascia introduciamo una procedura selettiva e comparativa aperta per il 50% ai dirigenti di seconda fascia con maggiore esperienza, valorizzando il merito sul campo ed eliminando inutili lungaggini burocratiche".
"Come Lega – conclude il Senatore Bergesio – rivendichiamo con orgoglio la bontà di una riforma che tutela anche i nostri territori, garantendo fermamente l'autonomia regolamentare e organizzativa degli enti locali e le prerogative delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome. Più efficienza nella macchina pubblica significa meno burocrazia e più crescita per tutto il sistema Paese".














