La castanicoltura piemontese guarda al futuro partendo dai territori. È questo il messaggio emerso dall’incontro ospitato oggi nel Salone d’Onore del Comune di Cuneo, che ha visto la partecipazione della Regione Piemonte, degli amministratori locali, dei castanicoltori, delle associazioni di categoria, dei tecnici e del mondo della ricerca, in un momento di confronto dedicato alle prospettive della filiera.
Dopo i saluti istituzionali dell’assessore regionale Marco Gallo, della sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e del presidente della Provincia Luca Robaldo, l’incontro ha approfondito il valore economico, ambientale e culturale della castanicoltura piemontese. Ampio spazio è stato dedicato alla presentazione della prossima Fiera Nazionale del Marrone, appuntamento simbolo della tradizione castanicola cuneese, e all’imminente missione promozionale a New York, dove il Marrone di Cuneo sarà protagonista di un’iniziativa internazionale volta a rafforzarne la presenza sui mercati esteri e a promuovere l’immagine delle montagne piemontesi e delle loro eccellenze agroalimentari.
Nel corso del pomeriggio è stato ripercorso il percorso che ha portato all’approvazione dell’ordine del giorno del Consiglio comunale di Cuneo a sostegno del comparto castanicolo, sono stati illustrati gli studi e le criticità evidenziate dagli operatori del settore e dal mondo della ricerca ed è stato infine presentato l’Atto di indirizzo promosso e sottoscritto dai Comuni a vocazione castanicola, destinato alla Regione Piemonte quale base per un percorso condiviso di confronto istituzionale.
Il documento richiama l’attenzione sul ruolo strategico della castanicoltura nella tutela del paesaggio, nella prevenzione del dissesto idrogeologico, nella salvaguardia della biodiversità e nello sviluppo economico delle Terre Alte.
«La castanicoltura non rappresenta soltanto una produzione agricola di qualità. È un presidio del territorio, uno strumento di tutela del paesaggio, della biodiversità e della sicurezza idrogeologica delle nostre montagne. Ogni castagneto curato significa una montagna più sicura, più attrattiva e più viva - dichiarano gli assessori regionali Marco Gallo e Paolo Bongioanni - L’Atto di indirizzo presentato oggi nasce dall’esperienza concreta dei territori e rappresenta «un contributo serio e responsabile».
Per questo la Regione Piemonte è pronta ad aprire un confronto tecnico con i Comuni, gli operatori del comparto e tutti i soggetti interessati. Gli assessori regionali hanno inoltre ribadito l’impegno della Regione nel sostenere il comparto attraverso gli strumenti dello sviluppo rurale, gli investimenti destinati all’innovazione, alla trasformazione del prodotto e alla valorizzazione della filiera.
«Difendere la castanicoltura significa investire nel futuro delle nostre montagne e di una produzione di qualità, sia agroalimentare sia lignicola. Da un lato occorre affrontare con serietà le criticità che interessano i castagneti tradizionali; dall’altro dobbiamo continuare a investire su promozione e sull’internazionalizzazione di un prodotto che rappresenta una delle eccellenze del Piemonte. La prossima missione a New York dimostra come il Marrone piemontese possa diventare ambasciatore della qualità delle nostre montagne nel mondo. Le politiche per la montagna e la sua economia si costruiscono ascoltando chi la vive ogni giorno. Per questo la Regione Piemonte accoglie con favore chi sceglie di unirsi per promuovere lo sviluppo di questo comparto, e si rende pienamente disponibile a costruire un percorso di ascolto e confronto insieme al territorio e ai suoi operatori, per affrontare insieme le criticità e individuare i percorsi di sostegno più appropriati», concludono Gallo e Bongioanni.














