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Attualità | 08 giugno 2026, 11:54

In malattia, ma sulle piste di Prato Nevoso: autista di bus incastrato e licenziato

Dipendente di un'azienda toscana, si era concesso una settimana bianca sulle montagne cuneesi grazie ai certificati medici falsi firmati dalla moglie, medico dell'Asl

In malattia, l'uomo è stato pizzicato a sciare nel Cuneese

In malattia, l'uomo è stato pizzicato a sciare nel Cuneese

Era ufficialmente a casa in malattia, ma in realtà si trovava a sciare sulle piste del comprensorio di Prato Nevoso. Protagonista della vicenda un autista di 51 anni, dipendente della società Autolinee Toscane in servizio nella provincia di Massa Carrara, licenziato in tronco per giusta causa dopo essere stato scoperto nella nota località sciistica di csaa nostra.

A incastrare l'uomo sono state le fotografie e i filmati realizzati da alcuni investigatori privati tra il 25 e il 29 novembre scorso, proprio mentre si godeva quattro giorni sulla neve in Piemonte insieme alla figlia e ad alcuni amici di uno sci club. L'azienda, insospettita dal fatto che il dipendente si ammalasse puntualmente ogni volta che riceveva un turno sgradito o in prossimità delle festività natalizie, aveva deciso di disporre accertamenti approfonditi. I controlli hanno svelato il meccanismo: il conducente chiedeva dei giorni di ferie e, prima della scadenza, inviava certificati medici di malattia retroattivi

A firmare le diagnosi a domicilio era la moglie del dipendente, un medico della Asl di 43 anni.

Dopo la scoperta, nei confronti del cinquantunenne è scattato l'iter disciplinare con una prima sospensione "per aver svolto una attività incompatibile con qualunque malattia e tale da pregiudicare o ritardare qualsiasi recupero psicofisico". Durante l'audizione tenutasi a febbraio l'uomo non ha potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità e, il 4 marzo scorso, è arrivato il licenziamento definitivo.

La vicenda, riportata dal quotidiano "La Repubblica", è ora al vaglio della magistratura. L'azienda ha presentato un esposto ai Carabinieri di Pontremoli, inviando gli atti in procura: l'autista rischia l'accusa di truffa, mentre per la moglie si profila un'indagine per falso ideologico, oltre a un procedimento disciplinare già segnalato all'ordine dei medici della Toscana.

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