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Attualità | 23 maggio 2026, 06:07

Stazione, sottopassi e occupazioni abusive: Alba prova a rafforzare il presidio nelle aree sensibili

Dal parcheggio di piazza San Paolo al sottopasso di via Luigi Einaudi, la Polizia locale intensifica monitoraggi e interventi tra sicurezza urbana, fragilità sociali e controlli sul territorio

La stazione di Alba

La stazione di Alba

Con l’arrivo della bella stagione tornano sotto osservazione alcune delle aree più sensibili della città. La zona della stazione ferroviaria, i sottopassi, gli immobili abbandonati e le occupazioni abusive rappresentano uno dei fronti su cui la Polizia locale di Alba sta concentrando parte del nuovo piano di vigilanza approvato nelle scorse settimane.

Il quadro, spiega il comandante Antonio Di Ciancia, oggi viene considerato “abbastanza tranquillo” nella zona della stazione, soprattutto dopo alcuni provvedimenti di allontanamento emessi dalla Questura nei confronti di soggetti già noti alle forze dell’ordine.

“Alcune persone che in passato avevano creato situazioni di particolare criticità sono state allontanate con specifici provvedimenti del Questore e oggi non possono più frequentare determinate aree sensibili”, spiega il comandante. “Se violano queste prescrizioni scatta anche il profilo penale”.

Accanto alla situazione della stazione, nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli interventi legati a bivacchi e occupazioni abusive, soprattutto in alcune aree della città già monitorate negli anni scorsi. Tra i punti più delicati vengono citati il parcheggio di piazza San Paolo, il sottopasso di via Luigi Einaudi, alcune abitazioni abbandonate in via De Amicis e una proprietà privata in corso Piave.

“Con la bella stagione molte persone che durante l’inverno cercavano riparo al chiuso tornano a sistemarsi anche all’aperto”, osserva Di Ciancia. “In alcune situazioni siamo già intervenuti più volte e continueremo a monitorarle”.

Il comandante descrive un lavoro che non si limita all’aspetto repressivo, ma che prova a tenere insieme sicurezza urbana e gestione delle fragilità sociali.

“Quando interveniamo la prima cosa da fare è capire chi abbiamo davanti”, spiega. “Identificare le persone, verificare se abbiano bisogno di assistenza sanitaria o di supporto sociale, capire se siano presenti precedenti o situazioni problematiche”.

Per questo, in molti casi, il lavoro della Polizia locale si intreccia con quello dei servizi sociali e della Caritas.

“Con alcune persone siamo riusciti a costruire percorsi più stabili”, racconta Di Ciancia. “In altri casi, invece, il problema viene semplicemente spostato da una zona all’altra perché manca la volontà di accettare un aiuto o di seguire determinate regole”.

Nel sottopasso di via Luigi Einaudi, ad esempio, gli interventi di sgombero sono già stati ripetuti più volte, mentre in corso Piave è stato identificato un uomo senza fissa dimora che da alcuni giorni occupava un accesso privato.

“Ci sono situazioni molto diverse tra loro”, osserva il comandante. “A volte si tratta di persone di passaggio, altre volte di soggetti che gravitano stabilmente sul territorio e che richiedono un monitoraggio costante”.

Il nuovo piano operativo della Municipale punta proprio a rafforzare questa capacità di presidio, soprattutto nelle fasce orarie considerate più delicate e nei luoghi dove vengono segnalati disturbi della quiete, movimenti sospetti o piccoli episodi di degrado urbano.

“Conoscere bene il territorio resta fondamentale”, sottolinea Di Ciancia. “Sapere quali sono i punti sensibili, gli orari più critici, le frequentazioni abituali e i movimenti che si ripetono consente di intervenire con maggiore efficacia”.

Nel ragionamento del comandante entra anche il tema della sicurezza percepita e del cambiamento sociale che attraversa molte città.

“Ci sono persone anziane, donne o cittadini che modificano le proprie abitudini perché si sentono insicuri, magari evitando certe zone o parcheggiando altrove”, osserva. “Per qualcuno può sembrare soltanto una percezione, ma per chi vive quella situazione diventa qualcosa di concreto che incide sulla qualità della vita”.

Secondo Di Ciancia, proprio per questo il presidio del territorio non può limitarsi all’intervento emergenziale. “Non basta conoscere i problemi: bisogna anche intervenire e costruire una presenza costante”, conclude. “Il nostro obiettivo è cercare di rimuovere quelle situazioni che generano insicurezza e disagio nella vita quotidiana della città”.

Daniele Vaira

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