Gentile Direttore,
scrivo per portare all’attenzione dell’opinione pubblica quanto accaduto giovedì scorso presso l’Istituto “Grandis” di Cuneo.
Durante il collegio docenti, è stata approvata a larghissima maggioranza una mozione di netta contrarietà alla recente riforma degli istituti tecnici, introdotta per decreto nel marzo 2026.
Si tratta di un passaggio estremamente rilevante per il sistema educativo, che tuttavia è avvenuto senza un reale coinvolgimento delle componenti fondamentali della scuola: docenti, sindacati e studenti. Questa modalità decisionale suscita una forte preoccupazione non solo per i contenuti della riforma, ma anche per il metodo con cui è stata imposta.
Particolarmente grave appare la mancanza di informazione rivolta alle famiglie. Molti genitori hanno iscritto i propri figli con aspettative precise, che ora rischiano di essere disattese da cambiamenti introdotti a posteriori e senza un adeguato confronto.
La scuola è una comunità educante e dovrebbe essere governata attraverso il dialogo, la progettualità condivisa e il rispetto dei tempi necessari a costruire percorsi didattici efficaci. Riforme di tale portata non possono essere calate dall’alto senza ascolto e senza trasparenza.
È inoltre significativo che iniziative analoghe stiano emergendo anche in altri istituti piemontesi e a livello nazionale, dove mozioni simili saranno discusse nei prossimi collegi docenti: un segnale evidente di un disagio diffuso e non circoscritto a una singola realtà.
La mozione votata al “Grandis” rappresenta quindi una presa di posizione chiara e responsabile da parte di un collegio docenti consapevole del proprio ruolo e delle implicazioni educative delle scelte normative.
Auspico che questa voce, condivisa da un numero crescente di scuole, non resti inascoltata e che si apra finalmente un confronto serio e partecipato sul futuro dell’istruzione tecnica nel nostro Paese.
Cordiali saluti,
Manuel Ghibaudo
Docente presso l’Istituto “Grandis” di Cuneo














